RICORDATI DI BERE BENE

Ciao, lettori di NONSOLOBIRRA, ci siamo, questa è l’ultima lezione, alla fine di questa pagina ti potrai finalmente definire un esperto in materia di birra!

Ci tenevo ad utilizzare questa lezione per sensibilizzarti su alcuni punti.

Come abbiamo visto nei giorni scorsi, il mondo della birra è diviso in due, da una parte troviamo le grandi multinazionali che controllano la quasi totalità del mercato e che dettano le loro regole.

Le birre di queste aziende sono solitamente studiate per non avere personalità, non hanno mai gusti importanti e caratterizzanti. Il motivo come abbiamo visto è che queste industrie hanno necessità di smaltire velocemente quanto prodotto.

Se aggiungiamo che poi, per far si che queste birre possano sopportare trasporti e periodi di giacenza su scaffali al caldo, subiscono lavorazioni invasive come la filtrazione e la pastorizzazione, capiamo subito che quella che da sempre ci è stata propinata come birra non è altro che un prodotto costruito per assomigliarci…

Infiniti, ingredienti economici, tempi di produzione tagliati e forzati non portano sicuramente ad avere risultati perfetti senza dover ricorrere per forza all’uso della chimica.

Sia chiaro, la mia non è una battaglia contro la birra industriale, a volte capita ancora anche a me di berne qualche sorso, critico però in maniera molto forte la distruzione delle tradizioni che queste industrie hanno operato nell’ultimo secolo o poco più.

Queste grandi industrie si prendono oltre il 90% della produzione mondiale di birra, vendendone però solo una tipologia, la classica bionda.

Se però ti ricordi quello che ti ho insegnato, gli stili sono tantissimi e molto vari e variegati. Perché cancellare tutto questo?

Quando mi sono avvicinato al mondo della birra mi sono divertito a studiarne la storia ed ho scoperto alcune cose che mai avrei immaginato potessero accadere in questo mondo.

Per tutto il novecento, alcuni grossi marchi di birra nati nel secolo precedente hanno fatto di tutto per imporsi sul mercato in maniera quasi monopolistica.

Una pratica assai diffusa è stata quella che io chiamo del “compra e chiudi”

In pratica, questi grandi produttori, sfruttando tecnologia e grandi somme di capitale da investitori hanno avuto la possibilità di crescere in modo spropositato. Niente di male fino a qui, avere una grande azienda con tanti dipendenti, famosa e riconosciuta, penso sia il sogno di ogni imprenditore.

Il problema, se così lo vogliamo bonariamente definire, si è però verificato dopo.

Grande capacità produttiva portò ad una capacità di abbattere i prezzi, la birra da quel momento non è mai stata così economica. I piccoli birrifici di paese, che fino a cinquant’anni fa popolavano praticamente tutta Europa, iniziarono a risentire in modo pesante di questa concorrenza, ma era solo l’inizio di una grande distruzione che da lì a poco avrebbe cancellato buona parte di questi portatori di tradizione.

A poco a poco le grandi industrie iniziarono a farsi più aggressive. I piccoli birrifici in difficoltà, spesso a conduzione familiare, arrancavano per star dietro alla concorrenza e i grandi marchi approfittarono di questo.

Iniziarono a presentarsi sulla porta di questi birrifici degli avvocati che proponevano l’acquisto, da parte delle industrie della proprietà e del marchio del piccolo.

Questo iniziò ad essere fatto sistematicamente, ma dietro non c’era volontà caritatevole.

Solitamente la produzione di questi piccoli birrifici veniva portata avanti per qualche tempo dal nuovo proprietario che poi però ne dichiarava la non profittabilità e procedeva alla chiusura.

Un dato veloce per farti capire di cosa sto parlando: alla fine della belle epoque in Belgio si contavano 3300 birrifici, negli anni ‘50 questo numero era sceso sotto le 600 unità per arrivare a 115 a metà degli anni ‘90.

Questo grande tessuto fatto da piccoli artigiani, ognuno con la sua mano, i suoi gusti e le sue tecniche è stato spazzato via in poco meno di un secolo, lasciando solo quei pochi che han saputo resistere e non si sono piegati.

In Italia il fenomeno è stato uguale, so di birrifici industriali che sono riusciti a chiudere anche una decina di piccoli nel giro di pochi anni (e non faccio i nomi, questi hanno avvocati di spessore, comunque se cerchi su wikipedia trovi tutto).

Quindi, ecco perché mi scaglio sempre contro l’industria, non è sicuramente per la qualità e stabilità della birra, anche se come hai visto ci sarebbe molto da discutere.

La mancanza di rispetto per una bevanda che ha millenni di storia alle spalle è una cosa a mio avviso inaccettabile.

Ma per fortuna c’è un ritorno.

Negli ultimi 30 anni nel mondo è successo qualcosa, una qualche tipo di ribellione partita dagli Stati Uniti a fine anni ‘80 ha contagiato l’intero mondo.

Con la (Ri)nascita dei birrifici artigianali quelle tradizioni che sono state per lungo tempo a rischio sono state riscoperte.

L’essere indipendenti ci ha permesso di riportare alla luce birre che ormai erano quasi scomparse e piano piano ci stiamo riprendendo quello che è nostro e tuo di diritto: la possibilità di bere vera birra!

Te lo ho spiegato in questi giorni di cosa si tratta, non è sicuramente quella bevanda gialla i frizzante che ci hanno propinato da sempre.

Quello che devi fare ora è aiutarmi a diffondere questa idea, esistiamo ma siamo piccoli, una goccia nel mare della birra prodotta ogni anno in Italia.

Quando (speriamo presto) andrai nel tuo bar di fiducia, nella tua pizzeria o ristorante, al pub, chiedi una birra artigianale e pretendi che ti venga servita con le dovute maniere.

Invita i tuoi amici ad iscriversi a queste lezioni, resteranno online spero per sempre, servono a me per farmi conoscere e servono a tutti per imparare qualcosa di nuovo!

Ti ringrazio per avermi dato ascolto, per aver seguito e letto tutto in questi giorni.

Per me è stato uno stimolo scrivere tutto questo (oltre che un impegno non da poco), spero che per te sia stato altrettanto leggere!

Mi raccomando ora non scappare via, nei prossimi giorni potrebbero esserci delle sorprese!!

A presto

Nicola

 


🧑 Redazione       🗂 Rubriche         ⌚ 29 Giugno 2020    🌎 Fonte: Nicola di Bionoc’      📰 #Lezione 1 – #Lezione 2 – #Lezione 3 – #Lezione 4 – #Lezione 5 – #Lezione 6 – #Lezione 7 – #Lezione 8 – #Lezione 9 – #Lezione 10 – #Lezione 11 – #Lezione 12 – #Lezione 13 – #Lezione 14 – #Lezione 15 – #Lezione 16 – #Lezione 17 – #Lezione 18 – #Lezione 19 – #Lezione 20 #Lezione 21

 

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Nonsolobirra è un portale che si occupa di informazione e cultura birraria, nato nell'autunno del 2008 da un idea di Stefano “collezionista e amante di tutto ciò che è birra”.

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