Nel cuore del Salento che fermenta: La passione inclusiva degli Homebrewers Salentini

Un viaggio al fianco di Paolo Sperti e della vivace community salentina nata nel 2024, tra rigore tecnico, sperimentazioni locali e l'amore per la condivisione.

Homebrewers Salentini

Nati nel 2024, gli Homebrewers Salentini rappresentano una meravigliosa ventata di energia per il movimento brassicolo del nostro territorio. Fare birra in casa non è semplicemente un passatempo: è un’arte antica e moderna al tempo stesso, fatta di chimica, pazienza, creatività e, soprattutto, comunità.

Paolo Sperti

Durante la mia piacevole chiacchierata con Paolo Sperti, quello che è emerso con straordinaria chiarezza non è soltanto la ricerca della cotta perfetta o l’attenzione maniacale alla tecnica, ma una visione profondamente umana e inclusiva. In questa intervista si respira il profumo del Salento, il valore della solidarietà tra appassionati e la voglia bruciante di far crescere la cultura del bere consapevole.

Nata recentemente nel 2024, l’associazione degli Homebrewers Salentini ha saputo raccogliere in breve tempo un entusiasmo travolgente.

Paolo, qual è l’obiettivo principale della vostra associazione e da quanti appassionati è composta oggi la vostra realtà?

Il nostro obiettivo principale è quello di diffondere la cultura della birra in tutte le sue sfaccettature: dal bere bene e consapevole alla produzione vera e propria della nostra amata bevanda. Tutto questo è possibile attraverso la condivisione costante delle conoscenze e un confronto sempre costruttivo. Attualmente la nostra associazione conta circa 120 appassionati, attivi sia a livello locale sul territorio sia nella vita quotidiana della community.

Come vi organizzate per scambiarvi consigli e migliorare costantemente le tecniche di produzione?

Il confronto continuo avviene principalmente all’interno della nostra community virtuale, dove ci scambiamo idee, dubbi e consigli tecnici quotidianamente. Per rendere ordinata la fruizione delle informazioni, la piattaforma è divisa in sezioni con topic specifici. A questo affianchiamo fondamentali incontri in presenza presso birrerie e birrifici del territorio: appuntamenti dedicati, ad esempio, allo studio approfondito degli stili birrari — analizzandone caratteristiche storiche, tecniche, consigli di produzione e abbinamenti — o all’incontro diretto con i produttori professionisti locali.

Quali canali di comunicazione e piattaforme utilizzate per rimanere in contatto?

Abbiamo strutturato una presenza digitale molto attiva e capillare. Per il confronto diretto tra i soci e la vita di tutti i giorni utilizziamo la nostra community su WhatsApp, affiancata da un canale WhatsApp dedicato esclusivamente alle comunicazioni ufficiali, agli aggiornamenti e agli eventi. Inoltre, amiamo condividere le nostre attività, le cotte ed esperienze con il pubblico esterno e gli appassionati attraverso i nostri profili ufficiali su Facebook e Instagram.

Nel percorso di un homebrewer, quali sono gli errori più comuni che un principiante dovrebbe assolutamente evitare?

Oramai in rete si può trovare la risposta a qualsiasi problema; tuttavia, chi è alle prime armi rischia di perdersi tra informazioni spesso contrastanti e, fidandosi ciecamente, incorrere in errori che potrebbero compromettere non solo la singola birra, ma la passione per l’intero hobby. Per questo è fondamentale confrontarsi in maniera diretta con altri homebrewer per ogni dubbio, anche il più banale.

Se parliamo di errori squisitamente “tecnici”, i più diffusi sono la carenza di sanitizzazione e la mancata gestione della temperatura di fermentazione. Ma l’errore in assoluto più comune — che riguarda i principianti ma spesso anche chi ha già un po’ di esperienza — è la mancanza di pazienza: la fretta di misurare, travasare, imbottigliare prima del tempo o stappare la birra quando necessita ancora di maturazione. La birra ha i suoi tempi e saper aspettare è una delle competenze principali da sviluppare

Che tipo di attrezzatura consigliate a chi desidera muovere i primi passi?

Per iniziare va benissimo anche la classica “pentola della nonna”! Recuperare attrezzature in maniera alternativa e ingegnosa è un altro aspetto estremamente simpatico di questo hobby. Per cominciare bastano oggetti che possiamo già avere in casa o reperire con poca spesa nei negozi di quartiere. Soltanto dopo aver preso dimestichezza con i processi di produzione più importanti si può iniziare a implementare l’attrezzatura con equipaggiamenti specifici.

Ci sono tecniche particolari o innovative che avete sperimentato con successo all’interno del gruppo?

Sì, e di questo andiamo molto fieri. Un nostro associato ha promosso un metodo di produzione “scomposto”, ideato specialmente per chi ha problemi di spazi o di manualità: grazie a questo metodo, persino persone con disabilità hanno potuto iniziare a praticare questo hobby!

Oltre a ciò, stiamo già praticando con successo le tecniche di imbottigliamento in contropressione e fermentazione isobarica, l’hop-stand a diverse temperature per estrarre aroma dai luppoli senza amaro eccessivo, l’uso dei lieviti Kveik per le cotte estive e l’impiego di prodotti avanzati a base di luppolo concentrato.

Quali sono le materie prime più difficili da reperire per un homebrewer in Italia?

Grazie ai vari e-commerce dedicati, le materie prime e le attrezzature di base sono ormai facilmente reperibili online. Tuttavia, restano più difficili da trovare in piccoli volumi alcuni ceppi di lievito liquido molto specifici o stagionali, così come le varietà di luppolo legate alle nuove selezioni americane o neozelandesi, oltre a certe attrezzature per la produzione in pressione.

Quali stili di birra riscuotono maggior successo tra i vostri soci?

Sicuramente tutti quelli che contengono alcol! Scherzi a parte, le birre luppolate continuano a dominare la scena per la loro grande espressività aromatica. Tuttavia, registriamo un forte e bellissimo ritorno alle birre tradizionali a bassa fermentazione: stili che richiedono un grande rigore tecnico e molta precisione. Sono molto apprezzati anche gli stili della tradizione belga e le birre sour o acide.

Avete sperimentato con ingredienti particolari o legati al territorio salentino?

Essere homebrewer in Italia offre una biodiversità unica, e nel Salento ancora di più! Abbiamo realizzato birre con fichi d’india, fichi secchi, erbe spontanee, miele o mosti d’uva locale… e persino una birra brassata con i ricci di mare!

Qual è la vostra opinione sulle birre analcoliche o a basso contenuto alcolico fatte in casa?

È un trend indiscutibilmente in ascesa e devo dire che in commercio si trovano ormai prodotti decisamente bevibili. Qualcuno tra i puristi potrebbe storcere il naso, ma è sempre meglio una buona birra low alcohol o no alcohol piuttosto che bere una triste acqua frizzante! Dal punto di vista dell’homebrewer, realizzarle in casa è una vera e propria sfida: senza alcol è complesso mantenere corpo ed equilibrio. Tuttavia, grazie all’uso di ceppi di lievito ad attenuazione limitata e ad ammostamenti condotti a temperature elevate, si riescono a produrre birre low alcohol davvero piacevoli da bere.

Organizzate eventi, concorsi o serate di degustazione tra i membri?

Abbiamo già promosso con grande successo format associativi quali “Conosciamo gli stili” e “Una birra col birraio”, nei quali studiamo, discutiamo, degustiamo, analizziamo e abbiniamo le birre artigianali per comprenderle a 360 gradi. Inoltre, stiamo attualmente organizzando, insieme a un birrificio della zona, il nostro primo concorso ufficiale per homebrewer.

Che rapporto avete con i birrifici artigianali e le altre realtà associative?

Abbiamo ottimi rapporti con i birrifici del territorio. Diversi mastri birrai sono stati ex homebrewer e mantengono un legame viscerale con il nostro mondo. Collaboriamo regolarmente con loro in serate ed eventi sia divulgativi sia ricreativi. Inoltre, ci coordiniamo costantemente con altre realtà e associazioni italiane presenti sul territorio per l’organizzazione di eventi e momenti di confronto, creando una vera e propria rete nazionale di scambio.

Quali sono le principali difficoltà burocratiche e pratiche che un homebrewer affronta oggi in Italia?

La principale difficoltà riguarda l’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, oltre alla nota gestione degli spazi in casa. Sul piano normativo, purtroppo, manca ancora una legge moderna sull’homebrewing che permetta alle associazioni di far assaggiare ed esporre le proprie creazioni durante gli eventi pubblici con maggiore semplicità e trasparenza burocratica.

Vi aspettate un maggior riconoscimento per il movimento nel prossimo futuro?

«Lo speriamo fortemente. Il movimento casalingo è un laboratorio continuo di passione, ricerca e talento per l’intero comparto della birra artigianale italiana. Ci auguriamo di cuore che le istituzioni ne riconoscano presto il valore culturale e sociale, snellendo la burocrazia per le iniziative e i contest organizzati dalle associazioni.»

Un grazie di cuore a Paolo Sperti e a tutti gli Homebrewers Salentini per il tempo dedicato, la trasparenza e l’entusiasmo travolgente che hanno saputo trasmettere in questa splendida chiacchierata. Vedere una realtà nata solo nel 2024 muoversi con tanta maturità, attenzione all’inclusione sociale e rispetto per la cultura birraria è motivo di grande orgoglio per tutto il territorio.

A Paolo e a tutta la community va il mio più caldeggiato “in bocca al lupo” per il loro primo concorso e per tutte le prossime cotte associative. Che la passione continuate a condividere rimanga sempre il vostro ingrediente segreto!

Riferimenti e contatti

Per entrare in contatto con l’associazione Homebrewers Salentini, seguire le loro cotte o partecipare alle prossime iniziative:

Nota Editoriale: Questo contenuto è frutto di un'analisi indipendente a scopo puramente divulgativo. La selezione degli argomenti avviene su base editoriale, senza influenze commerciali o partnership che possano compromettere l'oggettività del parere espresso.

Indagine – veneto nel bicchiere –

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Informazioni su Matteo Cazzola 49 Articoli
Appassionato maniacale dell'arte del homebrewing, dal 2023 ha deciso di mettersi in gioco, condividendo le proprie ricette e considerazioni, gestendo la rubrica Brassando si impara. Co-fondatore e amministratore del gruppo Homebrewers Vicentini