Francesco Gobetti: Il Viaggio di un birraio artigianale fatto di passione, qualità e sostenibilità

Francesco Gobetti - Beer Firm Casteldariese
Francesco Gobetti – Credits Pianura Golosa

Il mondo della birra artigianale è intriso di passione, creatività e impegno. Dietro ogni birra c’è una storia unica, un viaggio fatto di sfide, successi e momenti gratificanti. In questa intervista a Francesco Gobetti, ci immergiamo nel mondo di un birraio artigianale che ha fatto della sua passione un’attività, esplorando il percorso che lo ha portato a diventare un vero e proprio artigiano della birra.

Dalla nascita dell’idea durante un Oktoberfest al successo ottenuto in competizioni nazionali, scopriremo i segreti dietro la creazione di birre, l’impegno per la sostenibilità ambientale e i progetti futuri che plasmano il suo percorso come birraio artigianale.

Attraverso questa intervista, ci addentriamo nel cuore pulsante di un’arte antica reinventata con passione e dedizione per soddisfare i palati dei consumatori moderni, mentre guardiamo al futuro con entusiasmo e fiducia nel potenziale dell’Italia nel panorama della birra di qualità.

Ciao Francesco, raccontaci in primis quale è stata la tua ispirazione per diventare un birraio artigianale, e racconta ai lettori di nonsolobirra, la tua storia brassicola. 

Ciao Stefano, la mia storia nasce nel 2004 dopo il mio primo Oktoberfest, un mio amico mi parlò dell’esistenza di kit per farsi la birra fatta in casa. Direi che tutto iniziò da li.

Qual è la storia dietro il nome della tuo birrificio e dei tuoi prodotti?

Amo sempre specificare che siamo una beer firm. Il nome BIRRIFICIO CASTELDARIESEsito web– nasce per la volontà di essere legati al nostro paese Castel d’Ario (MN).

Da dove provengono i tuoi ingredienti principali e quali criteri usi nella loro selezione?

Dipende dalla birra che devo fare, in prevalenza comunque dalla Germania o Stati Uniti. Mi affido solitamente a Mr Malt.

Quali sono le caratteristiche distintive delle tue birre rispetto a quelle commerciali?

Non vengono filtrare ne pastorizzate, solo cosi vengono preservate le loro caratteristiche organolettiche.

Quali sono le varietà di birra che produci e quali sono le tue preferite?

La prima nata è stata una bassa fermentazione “Freskella” una Helles, la nostra birra più venduta, come seconda “Yankee” alta fermentazione una APA, poi “Tarabella” una Dry Stout, poi altre due bassa fermentazione “Larisa” una Lager al riso vialone nano e “Bigolator” una Bock, birra che ho recensito qui. Dopo di che sono nate altre due alta fermentazione “Aloha” Session IPA gluten free e “Blanche de Castlar” con l’aggiunta di buccia d’arancia amara, bergamotto, coriandolo e pepe del paradiso. L’anno scorso abbiamo deciso di brasare la nostra prima birra stagionale, “Suka”, una Pumpking ale pensate per ricordare i nostri tortelli di zucca, speziata con noce moscata, senape nera, pepe nero e zenzero.

Le mie birre preferite sono quelle “maltate”, quindi tutto il mondo tedesco in particolare Franconia, ma sto iniziando ad apprezzare molto anche il mondo delle birre d’abbazia Belga

Alcune referenze prodotte

Quali sono le sfide più grandi che affronti nel processo di produzione della birra?

Come detto prima, siamo una beer firm, non siamo sempre presenti al momento della produzione in birrificio, il mondo della birra per me e la mia compagna è ancora un secondo lavoro.

Mi definisco un birraio della domenica, le mie ricette sono tutte provate nel mio impianto pilota da 100 litri che ho in garage, a tutti gli effetti mi sento ancora un Homebrewer, la sfida più grande quindi è la sanificazione ed il controllo della temperatura durante la fase della fermentazione.

Come mantieni la consistenza nella qualità delle tue birre?

Il primo grosso investimento che abbiamo fatto è una cella frigo, cerchiamo di mantenere la catena del freddo fino alla consegna.

Hai una filosofia specifica riguardo alla sostenibilità ambientale nella produzione della birra?

Usiamo bottiglie di vetro e fusti in plastica 100% riciclabili.

Come coinvolgi la comunità locale e non nella tua attività?

Fino ad oggi con le principali manifestazioni del nostro paese,     

Entro quest’anno spero di riuscire a coinvolgerlo con l’apertura di una TAP ROOM.

Quali sono stati i momenti più gratificanti nel tuo percorso come birraio artigianale?

Il primo posto della “Yankee” nella sua categoria American Pale Ale nel concorso di SOLO BIRRA 2022 di Riva del Garda (TN).

C’è un’aneddoto o una curiosità particolare che vorresti condividere riguardo alla tua birrificio?

Molte persone mi dicono che vanno al Brew Gruff, il birrificio dove ci appoggiamo per le produzioni, a richiedere le nostre birre.

Hai progetti futuri o nuove birre in cantiere che vorresti condividere?

Il prossimo progetto come detto prima, sarà la TAP ROOM, abbiamo già individuato la location, al momento siamo in trattativa. Al momento abbiamo in linea 8 birre, direi di si, abbiamo in mente di fare altre birre, magari di ispirazione belga, ma non solo…

Qual è la tua opinione sul mercato della birra artigianale e sulla sua crescita negli ultimi anni?

Credo e spero che l’Italia diventerà come la Germania, ovvero che ogni paese grande o piccolo che sia, abbia il suo “punto di appoggio” dove bere buona birra di qualità, che sia birrificio, beer shop o pub.

Hai consigli per coloro che sono interessati a iniziare la carriera di birraio artigianale?

Serve in primis la passione! Poi la costanza! Tante giornate “perse” a fare birra in casa per poi sentirsi dire dagli esperti… non è buona perché la birra non è in stile, oppure presenta difetti. Bisogna leggere, studiare, bere, produrre birra in casa. Partecipare a manifestazione di settore e fare più domande possibili sulla birra che stai bevendo, visitare altri birrifici.

Se invece volete provare con una beer firm, dove l’investimento è sicuramente più contenuto, dico: -affidatevi ad un birraio esperto, assaggiate prima tutte le birre che ha in linea in quel momento per capire se i suoi stili si avvicinano ai vostri.

In conclusione, il viaggio di questo birraio artigianale, Francesco Gobetti, ci ha portato attraverso un mondo di gusto, tradizione e innovazione. Con la sua determinazione e il suo impegno per la qualità e la sostenibilità, ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama della birra artigianale italiana. Guardando al futuro, ci auguriamo che il suo spirito pionieristico continui a ispirare altri appassionati a perseguire i propri sogni nel mondo della birra. Con Francesco Gobetti e birrai come lui, il futuro della birra artigianale in Italia è luminoso e pieno di promesse.

Informazioni su Stefano Gasparini 640 Articoli
Stefano è un appassionato di birra artigianale italiana da molti anni e ha dato concretezza alla sua passione nel 2008 con la creazione di NONSOLOBIRRA.NET, un portale che mira a far conoscere al pubblico il mondo della birra artigianale italiana attraverso recensioni, degustazioni e relazioni con i produttori. Stefano ha collaborato con la Guida ai Locali Birrai MOBI ed è stato presidente della Confraternita della Birra Artigianale. È anche il fondatore del gruppo Nonsolobirra Homebrewers e organizzatore del Nonsolobirra festival dal 2011. In sintesi, Stefano è un appassionato di birra che ha dedicato gran parte della sua vita a far conoscere e promuovere la birra artigianale italiana.