COME SI DEGUSTA: IL GUSTO – parte seconda

Ciao, lettori di NONSOLOBIRRA, proseguiamo assieme la nostra bevuta, finalmente i siamo, quel bicchiere lo abbiamo riempito, guardato ed annusato… Possiamo finalmente farci un bel sorso!

Sicuramente è il momento più appagante. Una buona birra fresca che scende in gola da una bellissima sensazione.

Ma cosa succede quando assaggiamo la nostra birra? Cosa sente la nostra bocca?

Le papille gustative si attivano e iniziano subito a lanciare segnali al cervello. Il pizzichio del’anidride carbonica, la sensazione fresca.

Sentiamo subito la dolcezza del malto e dietro, le acidità, i gusti speziati e luppolati ed alla fine, dopo aver deglutito, ecco che arriva la sensazione amara del luppolo.

Ora che abbiamo studiato tutto il processo produttivo e gli ingredienti, sarà molto più facile scovare e capire i vari gusti.

Ma ecco alcune indicazioni per poter assaggiare al meglio la nostra birra.

Per prima cosa è necessario resettare il nostro palato. Un gomma da masticare alla menta, il gusto di tabacco dopo una sigaretta, il gusto piccante di un piatto messicano… Sono tutte cose che non ci aiutano ad assaporare la birra. Gusti troppo forti infatti tendono ad affaticare le papille gustative che quindi non riescono a fare il loro lavoro al meglio.

Risciacquare la bocca con dell’acqua fresca, masticare un pezzo di pane o un cracker, sono dei modi veloci per eliminare questi gusti e lasciare quindi spazio alla nostra bevuta.

A questo punto portiamo il nostro bicchiere alla bocca.

Beviamone un sorso e facciamo in modo che il liquido si scaldi un pò a contatto con la lingua. In questo modo i gusti hanno la possibilità di sprigionarsi al massimo.

Come già accennato, godiamoci la dolcezza del malto e tutti gli altri gusti dati dagli altri ingredienti. Vanno considerato anche tutte le altri sensazioni come l’acidità, l’oleosità, l’astringenza, la quantità di anidride carbonica. Sono tutte sensazioni che concorrono a definire il gusto della birra.

Forse non hai mai visto come funziona la lingua, è uno strumento incredibile, capace di percepire attraverso le papille gustative tutta una serie di gusti che vanno poi a costituire il gusto finale di quello che mettiamo in bocca.

I composti aromatici del cibo hanno la capacità di stimolare questi “sensori” facendo letteralmente impazzire il nostro cervello quando questi gusti sono positivi e classificati come buoni. Sono delle vere e proprie sensazioni di piacere, ecco perché noi umani amiamo i gusti “buoni”.

Ci sono varie teorie su come sono posizionate le papille gustative sulla lingua, la più accreditata la divide in 5 parti, ognuna di queste specializzata in una precisa sensazione gustativa.

Davanti, sulla punta troveremo le papille capaci di percepire i gusti dolci, ai lati appena dietro quelle per le sensazioni salate e dietro ancora, sempre ai lati quelle per i gusti acidi. In fondo al centro percepiremo l’amaro mentre al centro possiamo sentire le sensazioni tattili, come il piccante, e il cosiddetto umami.

Imparare quindi a far passare la birra che beviamo su tutta la lingua è fondamentale per percepirne al massimo tutti i gusti. 

Vedo infatti troppo spesso persone bere senza far fermare la birra in bocca. Questo è assolutamente sbagliato, non è possibile degustare al meglio una birra in questo modo.

Un consiglio che mi sento di darti è di respirare con il naso mentre la birra entra in bocca. Il motivo è legato a quello che ti dicevo ieri, uno dei principali modi per percepire tutte le sfumature di aroma e gusto è quello di annusare.

Dopo aver deglutito altra cosa a cui dobbiamo fare attenzione è il retrogusto.

Per quanto tempo i gusti ci rimangono in bocca? Questa è la cosiddetta persistenza.

Proviamo a buttare fuori l’aria con il naso, ecco che magicamente altri gusti ed aromi faranno la loro comparsa aumentando ulteriormente la complessità della birra. E’ una cosa molto importante da fare perché molti degli aromi che si presentano quando si espira, sono tra i più delicati e piacevoli.

Ora, non sei un degustatore professionista, non è necessario che tu sappia riconoscere ogni singola sfumatura. Concentrarsi un attimino però, almeno per i primi sorsi, ti aiuta a comprendere al meglio quello che stai bevendo. Per esempio, se la tua curiosità ti ha spinto a scegliere quella birra in quanto appartenente ad uno stile particolare, fare attenzione a gusti ed aromi ti permette di capire se il birraio ha centrato quello stile al meglio.

Detto questo, sono convinto che la birra sia fatta per essere bevuta. 

Non diventare un maniaco della degustazione, allenati e impara a cogliere ogni singola sfumatura ma non fare di tutto questo una malattia, rischi di perdere il momento che circonda la bevuta.

In qualsiasi caso, a mio avviso è buona norma tenere traccia di quello che si beve. Ricordare se una determinata birra ti è piaciuta o meno ti permette di selezionare al meglio ciò che berrai in futuro. Un diario è un buon modo per avere questo tipo di ricordo. Un altro modo è utilizzare una app che è nata proprio per questo scopo, Untappd.

In questa app puoi dare un voto alle birre che bevi e confrontarti con tutti gli altri utenti a riguardo.

Ti invito però a non chiuderti, non fissarti su pochi stili e poche tipologie.

Il nostro gusto infatti cambia mano a mano che impariamo a degustare la birra. Potresti ritrovarti a bere birre che fino a qualche tempo fa non gradivi e definirle indimenticabili. Solo ed esclusivamente perché ora hai delle capacità e delle conoscenze che prima non avevi.

Nella prossima lezione, vedremo alcune curiosità e sfateremo alcuni luoghi comuni riguardanti il mondo della birra!

Intanto buone degustazioni!

Nicola


🧑 Redazione       🗂 Rubriche         ⌚ 11 Giugno 2020      🌎 Fonte: Nicola di Bionoc’       📰 #Lezione 1#Lezione 2#Lezione 3#Lezione 4 Lezione 5#Lezione 6#Lezione 7#Lezione 8#Lezione 9#Lezione 10#Lezione 11#Lezione 12#Lezione 13#Lezione 14#Lezione 15#Lezione 16 #Lezione 17

 

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Nonsolobirra è un portale che si occupa di informazione e cultura birraria, nato nell'autunno del 2008 da un idea di Stefano “collezionista e amante di tutto ciò che è birra”.

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