Fuori Spina: La presentazione invisibile -capitolo 6-

Brand a vista, sottobicchieri e manici orientati: perché le "coccole" del servizio fanno la differenza tra vendere birra e raccontarla

Negli appuntamenti precedenti abbiamo analizzato elementi tecnici imprescindibili: dalla pulizia del vetro alla temperatura di servizio, fino alla corretta spillatura senza la barbara pratica dei travasi. Tuttavia, esiste un ultimo miglio — un dettaglio gestuale prima del primo sorso — che nella stragrande maggioranza dei locali latita in modo imbarazzante: la presentazione della birra al banco o al tavolo.

Ricevere un bicchiere spillato ad arte e della forma corretta è la base, ma servire quel bicchiere al cliente ha una sua precisa gestualità. Troppo spesso il bicchiere viene “appoggiato” sul banco o sul tavolo in modo distratto, capovolto rispetto al logo o lanciato senza un supporto adeguato. Per certi gestori stiamo parlando di fantascienza brassicola, eppure basterebbe pochissimo per uscire dall’anonimato.

I dettagli che trasformano un servizio ordinario in un’esperienza

  1. Il brand rivolto al cliente:

Che si tratti del bicchiere originale del birrificio o del bicchiere tecnico del locale, l’immagine brandizzata sul vetro va sempre orientata verso l’avventore. È un segno di rispetto grafico e visivo che presenta il prodotto nella sua veste migliore.

  1. L’impugnatura orientata correttamente:

Se si serve una birra in un boccale, in un manicato o in un calice con manico, la posizione dell’impugnatura deve agevolare la presa dell’avventore. Non occorre che il cliente debba ruotare il bicchiere per afferrarlo: deve trovarlo già pronto per il primo sorso.

  1. Il sottobicchiere: protezione e identità:

Servire un bicchiere gocciolante direttamente sul legno del banco o sul tavolo senza un sottobicchiere non è solo antiestetico, ma spiacevole. Se non si possiede il sottobicchiere specifico del birrificio, la soluzione è a costo ridottissimo: personalizzare un sottobicchiere neutro con il brand del proprio locale.

Soluzioni pratiche (e a costo quasi zero) per distinguersi

  • Tre/quattro bicchieri universali: Se non è possibile avere il bicchiere brandizzato per ogni birra in carta, basta adottare tre o quattro forme passe-partout di qualità (es. Teku/Tulip, Pinta, Biconico, Colonna) da utilizzare con rigore.
  • Il sottobicchiere del locale come strumento di marketing: Creare il proprio sottobicchiere aziendale trasforma un oggetto funzionale in un veicolo d’immagine. Un sottobicchiere curato viene spesso ricordato, notato e persino portato a casa dal cliente.
  • Piccole “coccole” che pagano nel tempo: Attenzioni come asciugare la base del bicchiere prima del servizio, posizionare il sottobicchiere e servire la birra con il logo frontale richiedono esattamente tre secondi in più. Tre secondi che dimostrano professionalità e cura.

Conclusione: tu da che parte vuoi stare?

Locali che vendono birra ce ne sono a centinaia ad ogni angolo di strada. Locali che raccontano la birra e coccolano l’avventore si contano ancora sulle dita di una mano.

L’avventore più attento nota questa differenza e, quando si tratterà di scegliere dove trascorrere la serata, il locale che ha saputo offrire rispetto per il prodotto e per il cliente sarà sempre la prima scelta. La passione, l’originalità e la cura del servizio sono investimenti a costo zero che ripagano sempre.

Tu gestore, da che parte vuoi stare? Tra quelli che spillano per dovere o tra quelli che accolgono per passione?

Nota Editoriale: Questo contenuto tratta temi di attualità o novità di settore. L'analisi è condotta in piena autonomia redazionale; il materiale non è frutto di partnership commerciali né è influenzato da logiche di sponsorizzazione.

Indagine – veneto nel bicchiere –

Informazioni su Stefano Gasparini 798 Articoli
Stefano è un appassionato di birra artigianale italiana da molti anni e ha dato concretezza alla sua passione nel 2008 con la creazione di NONSOLOBIRRA.NET, un portale che mira a far conoscere al pubblico il mondo della birra artigianale italiana attraverso recensioni, degustazioni e relazioni con i produttori. Stefano ha collaborato con la Guida ai Locali Birrai MOBI ed è stato presidente della Confraternita della Birra Artigianale. È anche il fondatore del gruppo Nonsolobirra Homebrewers e organizzatore del Nonsolobirra festival dal 2011. In sintesi, Stefano è un appassionato di birra che ha dedicato gran parte della sua vita a far conoscere e promuovere la birra artigianale italiana.