Ale.Homebrew: L’Arte della Birra Fatta in Casa secondo Alessandro Tosin

Un viaggio nel Mondo dell'homebrewing con Alessandro Tosin

Alessandro Tosin

Alessandro Tosin, conosciuto anche come “ale.homebrew”, è un appassionato homebrewer di 29 anni originario di Semonzo del Grappa. Sposato e in attesa della sua prima figlia, Sofia, Alessandro ha iniziato a produrre birra artigianale nel 2015. Nonostante gli inizi difficili, la sua dedizione e passione lo hanno portato a perfezionare le sue tecniche e a vincere riconoscimenti in diversi concorsi. Attualmente, partecipa attivamente a gruppi di homebrewer locali e sogna di aprire un birrificio agricolo, producendo birra con ingredienti coltivati e maltati in proprio.

Andiamo a conoscerlo meglio:

Ci vuoi raccontare quando è scaturita in te la passione per l’homebrewing?

Sono un homebrewer dal 2015, la mia storia è iniziata un po’ a casaccio a dire il vero, al tempo la birra non mi piaceva e siccome mi appassionano tutte le cose fatte in casa, come vino, pasta, formaggi ecc.. un giorno mi dissi “ci sarà un modo per fare la birra, così la faccio come piace a me!” E da lì si aprì un mondo.

Cominciai con i classici barattoli e fermentatori in plastica, ne comprai di tre tipi diversi, ma ovviamente senza nessuna competenza in merito e senza nessuno a farmi da guida praticamente le buttai tutte e tre, demoralizzato stavo per abbandonare il progetto. Fortunatamente poco dopo scoprii all’grain tramite un video su YouTube e li me ne innamorai, cominciai a studiare, leggevo qualsiasi cosa, mi iscrissi a gruppi Facebook e pian piano acquistai il primo impianto a 3 tini a caduta.

Qual è lo stile di birra che preferisci produrre?

Sinceramente non ne ho uno in particolare, mi piace provare e sperimentare, ho provato più volte a brassare le basse fermentazioni come Pils ed Helles per perfezionare la tecnica visto lo stile semplice ma molto difficile allo stesso tempo, mi piacciono le tedesche in generale, ultimamente ho riscoperto le luppolate.

Raccontaci della tua attrezzatura?

Dispongo di un impianto a 3 tini herms  da 100l per produrre 75l circa di birra finita, è un impianto auto costruito, sono tre pentole così disposte da destra verso sinistra: HLT (con all’interno una resistenza ed una serpentina che si collega con la pentola di mash) – PENTOLA DI MASH (con falso fondo filtrante) – PENTOLA DI BOIL (con resistenza). Il tutto viene comandato da un quadro elettrico sempre auto costruito con l’aiuto dei miei due compari.

Parto riscaldando tutta l’acqua che mi serve nell’HTL (Hot Liquor Tank), generalmente 100 litri. Una volta raggiunta la temperatura di mash-in, tramite una pompa, sposto la quantità d’acqua necessaria nella pentola di Mash, circa 40/50L. Nell’HLT rimangono quindi 50/60L che, tramite ricircolo, verranno mantenuti a temperatura controllata per tutto il tempo di Mash, la serpentina collocata all’interno rimarrà sempre immersa nell’acqua calda e all’interno di essa ricircolerà (in modo continuo) il mosto della pentola di Mash, in questo modo non ho una fiamma diretta a contatto con il mosto ma la temperatura viene alzata tramite “bagnomaria” evitando una caramellizzazione degli zuccheri e tramite il ricircolo il mosto si filtra di continuo ottenendo un liquido pulito.

Finito il Mash sposto tutto nella pentola di boil, l’acqua calda dell’HLT diventa così l’acqua per lo sparge che utilizzerò per sciacquare le trebbie sempre tramite pompa e pian piano raccolgo tutto il mosto arrivando ad avere 80/90 litri in pentola di boil. 

Nella pentola di boil quindi effettuo una bollitura classica, in base allo stile ovviamente, poi raffreddo tramite scambiatore di calore e via nel fermentatore. Utilizzo un brewtools F80 isobarico abbinato al chiller graifather per il controllo della temperatura, Faccio fusti, lattine e bottiglie, tutto sempre in contro pressione.

Fai parte di un gruppo, associazione di appassionati HB?

Si, da quest’anno faccio parte del gruppo e associazione homebrewer vicentini, un gruppo nato proprio per la condivisione della nostra passione, faccio parte anche di un altro gruppo, “homebrewer bassanesi” che è un gruppo più ristretto di persone ovviamente come dice il nome della zona del bassanese.

Come ti sei preparato/a (corsi, autodidatta….)?

Come dicevo prima è nato tutto per caso, non ho avuto il piacere di frequentare corsi specifici, quello che so è dato da tanta pratica, passione e studio da autodidatta, libri e i gruppi Facebook devo dire mi hanno aiutato tantissimo, per qualsiasi domanda erano sempre pronti a rispondere!

Raccontaci la tua prima cotta

La mia prima cotta? Non la scorderò mai ovviamente. Non sono partito con calma come fanno tutti facendo qualcosa di semplice, no.. Ho iniziato facendo una birra alla zucca, era periodo, la voglia di provare era tanta, ma era anche tanta la mia “ignoranza”. Non avevo calcolatori/app, in fase di filtrazione si era intasato tutto, complice la zucca, la quantità di luppoli era sballata perché avevo meno litri in boil del previsto, temperature di Mash che salivano troppo, usavo i fornelli i a gas.. Risultato: una ciofeca, ho dovuto buttare tutto, era amarissima!

A dire il vero per salvare il salvabile ho provato a distillarla, è ancora lì in bottiglia dal 2015.

Subito pensai di aver buttato via soldi, non tanto per la cotta, ma per l’impianto in generale e che non ero capace o non fosse roba adatta a me, pensai di vendere tutto, ma ero solo all’inizio quindi mi son dato da fare e ho proseguito, fortunatamente!

Hai mai partecipato a concorsi? Se si con quali risultati?

Si, il mio primo concorso è stato alla Brasseria Veneta, portai 3/4 birre, due di queste erano una Berliner Weiss ai frutti di bosco, con percentuale più alta di lamponi con la quale vinsi il 1° posto nella categoria acide e l’altra sempre una Berliner Weiss con bucce di agrumi (limone, mandarino ed arancia) con la quale vinsi il 3° posto. Un risultato per me straordinario perché partecipai non tanto con l’intento di vincere, assolutamente, ma solo per avere una scheda valutazione delle mie birre, per vedere come stavo andando, tanto che quando mi chiamarono rimasi incredulo! 

L’anno dopo provai a partecipare al campionato MoBi ma feci solo due tappe, perché per le mie quantità faccio fatica a farle tutte, ma comunque con una buona scheda valutazione in generale, mi ritengo soddisfatto, quest’anno se ce la faccio voglio riprovarci!

La tua birra ideale, come deve essere?

La mia birra ideale? Non eccessivamente amara, ben bilanciata, un buon corpo maltato e profumata, una pale ale o una session IPA, sono molto piacevoli e scorrevoli, poi è vero che mi influenza la stagione, nel periodo invernale preferisco le Bock per esempio, da un estremo all’altro.

Birre nel fermentatore?

Attualmente ho una Belgian Blonde ale per un mini contest organizzato dagli homebrewer vicentini, uno stile uguale per tutti ma con metodi di produzione differenti, per un confronto a 360°.

C’è una birra che vorresti tanto produrre? Se si perché non l’hai mai prodotta?

Si, mi appassiona moltissimo il mondo delle Lambic, ho appena terminato la cantina della mia nuova casa, e avendola strutturata in stile “antico” ci vedrei molto bene delle botti al suo interno, quindi perché non approfittarne? Non l’ho mai fatta finora perché mi manca parte dell’attrezzatura e mancava lo spazio adeguato per la fermentazione/maturazione, ma pian piano ci arrivo! 

Ultimamente il mondo HB si sta molto evolvendo, sfornando grazie scuole, corsi una miriade di “birrai”, cosa ne pensi a riguardo?

Che è una cosa bellissima, da la possibilità di crearsi un lavoro e soprattutto di fare della propria passione un lavoro. Se si pensa che una volta in altri paesi c’era un birrificio per ogni paesino è strabiliante, non dico di tornare a quei livelli, ma la possibilità di avere un prodotto eccezionale a pochi passi da casa sarebbe un sogno, è come dire la macelleria del paese, chi non vorrebbe un birrificio nel proprio paese? 

Tu; hai mai pensato di trasformare la tua passione in un lavoro?

Assolutamente si, è da un po’ che ci penso, troppo forse, ma non mi sento mai pronto, vorrei studiare all’accademia delle professioni per diventare mastro birraio per colmare le mie lacune ed insicurezze, vorrei avere la possibilità di entrare a lavorare in un birrificio per vedere come si gestisce il tutto e non solo la parte produttiva, ma mai dire mai. Attualmente non posso permettermi di studiare perché tra la casa in costruzione e l’imminente arrivo della piccola non ho il tempo materiale per farlo, ma in futuro penso proprio sia la strada che intraprenderò.

Sogni nel cassetto?

Aprire un birrificio agricolo, per agricolo intendo proprio con un impianto di maltazione interno ed integrare nel tempo un luppoleto per arrivare a produrre al 100% per quanto possibile, la mia birra artigianale.

Parlando di professionisti: qual è secondo te il miglior birrificio per qualità italiano?

Mi piace molto la mentalità e il modo di lavorare che ha il birrificio “Cascina motta”, lo prendo proprio come ispirazione per il mio progetto, se non sbaglio è il primo birrificio italiano con malteria interna e con coltivazione di luppolo, le birre le trovo davvero eccellenti, valorizzano il territorio. Poi ho altri due birrifici che apprezzo molto, “birra dell’eremo” per me un impero, le loro birre vengono sempre premiate ed è sinonimo di qualità e il birrificio “Crack”, sarà che è nostrano ma trovo le loro birre buonissime! 

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BEER my LOVER
Informazioni su Stefano Gasparini 648 Articoli
Stefano è un appassionato di birra artigianale italiana da molti anni e ha dato concretezza alla sua passione nel 2008 con la creazione di NONSOLOBIRRA.NET, un portale che mira a far conoscere al pubblico il mondo della birra artigianale italiana attraverso recensioni, degustazioni e relazioni con i produttori. Stefano ha collaborato con la Guida ai Locali Birrai MOBI ed è stato presidente della Confraternita della Birra Artigianale. È anche il fondatore del gruppo Nonsolobirra Homebrewers e organizzatore del Nonsolobirra festival dal 2011. In sintesi, Stefano è un appassionato di birra che ha dedicato gran parte della sua vita a far conoscere e promuovere la birra artigianale italiana.