I miei primi 55 IBU: il racconto di una serata tra amici, azzardi e grande gusto

Quando il compleanno diventa un laboratorio a cielo aperto tra formaggi complessi, grandi birre e lezioni del palato

I 55 anni arrivano per tutti, ma festeggiare i propri “55 IBU” richiede un approccio decisamente diverso. Non si tratta solo di misurare l’amaro del luppolo, ma di celebrare quella piacevole e stratificata complessità che si acquisisce soltanto con il tempo, proprio come avviene per una grande birra lasciata maturare in botte o per un formaggio d’alpeggio a lunga stagionatura.

Per questo traguardo ho voluto riunire gli amici di sempre nella cornice accogliente della mia Nonsolobirra Home. Niente lezioni cattedratiche o formalismi ingessati: solo una tavola imbandita, volti fidati con diversi livelli di preparazione brassicola e un percorso di sei tappe che ho ideato con un obiettivo preciso — mettere alla prova la teoria del pairing sul campo della convivialità.

L’inizio è stato col botto, forse persino troppo spiazzante per qualcuno. Con la Straffe Hendrik Wild (2022) ho proposto un risveglio acido e selvatico, affiancandola a una Robiola di capra in buccia di carbone vegetale con cuore all’Amarone -Malga Faggioli 1140-.

Se dal mio punto di vista la secchezza acida del Brett e l’effervescenza svolgevano una funzione di pulizia chirurgica dal grasso caprino, per i palati meno allenati la potenza e il carattere del lievito hanno preso un po’ troppo il sopravvento. Un onesto 3 su 5 come verdetto iniziale della sala, condito però da quella bella discussione tecnica che fa sempre crescere.

Sulla seconda tappa ci siamo imbattuti in un piccolo imprevisto che si è trasformato in una bellissima lezione d’assaggio. La 2112 del Birrificio Incanto, abbinata allo Sfizioso alla lavanda e miele di castagno -CRA Formaggi-, ha inizialmente intimorito per via dei suoi 9.2 gradi. Il punteggio stava scivolando verso un cauto 2,5 su 5, ma qui è emerso l’intuito del degustatore: uno degli invitati più preparati ha suggerito di rimuovere la buccia e di assaggiare solo il cuore del formaggio. Risultato? Togliendo l’eccesso aromatico di superficie, la birra ha potuto finalmente distendere la sua avvolgente “coperta di malto”, riequilibrando l’assaggio.

Da lì in poi la serata ha preso una piega trionfale. La terza tappa con la 2112 Wood Aged si è rivelata una mossa vincente (4/5): la sua maggiore struttura etilica e i toni di frutta secca hanno letteralmente domato “Il Focoso” -CRA Formaggi-, formaggio speziato con pepe affumicato, trovando nella gelatina di birra (Birrificio Drolle)  spalmata sul pane il ponte perfetto.

Il livello è salito ulteriormente con l’ingresso di un pilastro come l’Ernesta Luigia di Lucky Brews. I suoi maestosi 13.8 gradi passati in botte ex-Bourbon e i toni tostati del cacao hanno “abbracciato” questo formaggio e un salame di cervo. Un fantastico 4/5 guidato da un principio fondamentale: potenza chiama potenza.

Ma il vertice assoluto della serata, l’aposteosi a punteggio pieno (5 su 5 indiscusso), lo abbiamo toccato con la quinta tappa. L’incontro tra la Winternest Barrique e “Il Filosofo” (Salva Cremasco ubriacato nelle vinacce di uve passite sempre di CRA Formaggi) abbinato al cacciatore affumicato ha regalato un matrimonio di un’eleganza rara. I tannini del legno della birra e i profumi di vinaccia del formaggio si sono fusi in un’unica, profonda nota aromatica.

A chiudere il cerchio è arrivata la Santa Caos 2025 de La Dama. Un assaggio da meditazione che sul piano analitico ho trovato ancora giovane e non al massimo dell’espressività, ma che ha svolto il compito più importante: accompagnare i brindisi finali a centro tavola.

Alla fine, quello che doveva essere solo un festeggiamento si è trasformato in un fantastico laboratorio aperto. Un momento per ricordarci che l’abbinamento non è una scienza arida, ma un’esplorazione viva fatta di azzardi, piccoli errori da correggere al momento e improvvise illuminazioni del palato. Gente, continuate a sperimentare e non adagiatevi mai: i migliori IBU devono ancora venire!

La tavola, comunque, non si è chiusa qui: assaggi informali, bevute conviviali. Ringrazio i miei amici, CRA Formaggi, Malga Faggioli 1140 (formaggi), Malga Tirolese per i salumi, e i birrifici Lucky Brews, La Dama e Incanto e il belga De Halve Maan per le birre in degustazione, oltre a Monte Baldo e 32 Via dei Birrai e Beppe della birreria EM per le birre extra. Serate così mi danno la forza di continuare nel mio percorso di divulgatore, anche se ormai gli IBU sulle spalle si fanno sentire!

Nota Editoriale: Questo contenuto è frutto di un'analisi indipendente a scopo puramente divulgativo. La selezione degli argomenti avviene su base editoriale, senza influenze commerciali o partnership che possano compromettere l'oggettività del parere espresso.

Indagine – veneto nel bicchiere –

Informazioni su Stefano Gasparini 804 Articoli
Stefano è un appassionato di birra artigianale italiana da molti anni e ha dato concretezza alla sua passione nel 2008 con la creazione di NONSOLOBIRRA.NET, un portale che mira a far conoscere al pubblico il mondo della birra artigianale italiana attraverso recensioni, degustazioni e relazioni con i produttori. Stefano ha collaborato con la Guida ai Locali Birrai MOBI ed è stato presidente della Confraternita della Birra Artigianale. È anche il fondatore del gruppo Nonsolobirra Homebrewers e organizzatore del Nonsolobirra festival dal 2011. In sintesi, Stefano è un appassionato di birra che ha dedicato gran parte della sua vita a far conoscere e promuovere la birra artigianale italiana.