Un’intervista a Nicolò Maistrello fondatore di Birrificio Magis, unica realtà brassicola artigianale di Desenzano del Garda, tra identità, territorio, sostenibilità e sfide del mercato contemporaneo.
Come è nato il progetto Birrificio Magis e qual è stata la spinta personale e imprenditoriale che l’ha portata, da homebrewer formatosi all’Accademia delle Professioni, a fondare l’unico birrificio artigianale di Desenzano del Garda?
Il progetto Birrificio Magis nasce da una passione profonda per la birra artigianale e, soprattutto, per il processo che porta alla sua creazione. Fin dall’inizio, sperimentazione e ricerca sono state componenti fondamentali del mio percorso personale e lo sono tuttora anche per l’identità del birrificio.

Il passaggio da passione a professione è stato naturale, ma non scontato. Alla base c’è stata una forte voglia di indipendenza, di libertà nelle scelte e nell’esecuzione del lavoro, elementi che considero centrali in un progetto artigianale autentico. Trasformare ciò che facevo come homebrewer in un’attività vera e propria ha significato dare una direzione concreta a questa visione.
Fondamentale, in questo percorso, è stato il supporto della mia famiglia: i miei genitori mi affiancano in questo progetto fin dal giorno zero, condividendone valori, sacrifici e obiettivi. Birrificio Magis è quindi il risultato di una passione personale, ma anche di un progetto costruito insieme, con solide basi umane prima ancora che imprenditoriali.
Oltre a te Nicolò, da chi è composto oggi il team Magis? Quali sono i ruoli chiave nella gestione quotidiana e nella creatività delle ricette?
Il team Magis è volutamente essenziale e riflette l’anima artigianale del progetto. Io sono il fondatore e mi occupo direttamente della produzione come birraio, ma il birrificio è sostenuto fin dall’inizio dal coinvolgimento attivo della mia famiglia.
Un ruolo fondamentale è quello di mia mamma Marzia, che mi affianca soprattutto nella gestione amministrativa e contabile, un aspetto cruciale per la solidità del progetto. Questo supporto mi permette di concentrarmi con maggiore continuità sulla parte produttiva e creativa.
Tutto ciò che riguarda produzione, sperimentazione e sviluppo delle ricette è seguito direttamente da me. Il confronto però è sempre presente, sia all’interno del team sia con alcuni clienti storici, il cui feedback è spesso decisivo prima di introdurre una nuova birra sul mercato.
La vendita viene gestita in modo condiviso, mantenendo un rapporto diretto e personale con clienti e partner, coerente con la filosofia di prossimità che caratterizza Magis.
Potresti descriverci la vostra sala cotte da 12 Hl e il ruolo della tecnologia nella qualità delle birre?

La nostra sala cotte è un impianto italiano da 12 ettolitri a due tini, che ci accompagna fin dall’apertura. Nel primo tino avvengono ammostamento e filtrazione, nel secondo bollitura e whirlpool. Il tutto è supportato da un generatore di vapore, che garantisce una cottura uniforme e controllata.
L’impianto permette di produrre fino a 24 ettolitri in una giornata, grazie alla doppia cotta. Oggi produciamo tra i 250 e i 300 ettolitri annui, ma non siamo ancora al massimo del potenziale, lasciando spazio a una crescita futura.
La tecnologia è importante per garantire costanza qualitativa e stabilità, ma resta centrale il ruolo del birraio: mano, esperienza e pazienza sono imprescindibili. Parliamo infatti di una birra artigianale viva e naturale, che va rispettata in ogni fase.
Qual è la filosofia Magis nella scelta degli ingredienti?
La filosofia Magis è molto semplice: scegliamo le materie prime in funzione della birra che vogliamo ottenere, senza forzature o eccessi. Ogni ricetta nasce dall’equilibrio tra ingredienti e stile.
Non inseguiamo tecniche non convenzionali fine a sé stesse. Preferiamo rispettare i tempi naturali dei lieviti, sia in fermentazione sia in maturazione, perché è lì che si costruisce gran parte della qualità finale.
L’obiettivo è ottenere birre pulite, stabili e coerenti, capaci di esprimersi bene nel tempo senza perdere il loro carattere artigianale.
Come pianificate la produzione tra referenze fisse e sperimentazione?
Non pianifichiamo rigidamente tra alta e bassa fermentazione. Il nostro sistema ci consente di produrre in base alle reali esigenze, senza stagionalità forzate.
Abbiamo scelto di non lavorare su lotti unici o one-shot. La gamma Magis conta nove referenze fisse, pensate per essere riconoscibili e presenti nel tempo. Questo ci permette di lavorare su continuità e affidabilità, più che su novità effimere.
La sperimentazione è costante ma avviene in piccoli volumi. Se una birra funziona davvero, entra in gamma, eventualmente sostituendone un’altra.
Come garantite salubrità e stabilità in una birra non filtrata e non pastorizzata?
La qualità parte da lavaggio e sanificazione rigorosi di impianti e attrezzature. È il primo passo fondamentale.
Durante la produzione effettuiamo controlli continui, dal pH alle analisi chimiche e microbiologiche. In fase di confezionamento, soprattutto in isobarico, prestiamo grande attenzione all’ossigeno disciolto, parametro chiave per la shelf-life.
Questo ci consente di offrire una birra artigianale viva ma affidabile, sicura e costante nel tempo.
Quali birre rappresentano oggi l’identità Magis?
Nel tempo la gamma si è evoluta. Birre come la Smoky, pur premiate, erano molto di nicchia. Oggi è stata sostituita da Area 51, una Dark Lager ispirata allo stile ceco, 4% vol., leggera e scorrevole, che rappresenta bene il nostro attuale approccio.
Area 51 è anche una delle birre con cui abbiamo sperimentato il formato lattina, interessante sia tecnicamente sia per il consumo.
La birra che oggi esprime maggiormente il legame con il territorio è Bucky, Blonde Ale senza glutine, prodotta anche con grano saraceno di un’azienda agricola del Mantovano: unisce inclusività, ricerca e valorizzazione locale.
Quali sono oggi i canali più strategici per Magis?
Siamo poco presenti nel bresciano stretto, mentre lavoriamo soprattutto nell’area del Lago di Garda e nel Mantovano, dove si è creato un rapporto solido.
Il canale principale resta l’Horeca, affiancato da spaccio aziendale ed e-commerce, che ci permettono un contatto diretto con il consumatore.
Oggi credo che la strategia più sostenibile sia ridurre i passaggi intermedi, puntando su vendita e somministrazione diretta: è più sostenibile economicamente e più autentica dal punto di vista relazionale.
Quanto conta il contatto diretto con il pubblico?
È fondamentale. La Tap Room permette di vedere dove nasce la birra, capire i processi e soprattutto i tempi dell’artigianalità.
Crediamo di contribuire a una maggiore consapevolezza del consumatore, facendo cultura della birra. Inoltre, il feedback diretto è uno strumento di crescita enorme per un produttore.
Quali pratiche adottate oggi?
Recuperiamo l’acqua utilizzata nel raffreddamento del mosto grazie allo scambiatore di calore, ottenendo acqua calda riutilizzabile. È un sistema semplice ma molto efficace.
Abbiamo inoltre scelto un fornitore di energia elettrica green, certificato tramite Garanzie d’Origine. Un primo passo concreto verso una maggiore sostenibilità, compatibile con le dimensioni di un birrificio artigianale.
Qual è oggi la difficoltà principale del settore?
Le abitudini di consumo stanno cambiando, soprattutto tra i giovani, che bevono meno alcol. Crescono prodotti low-alcohol e analcolici, ma resta da capire se diventeranno un mercato di massa.
La vera sfida oggi è trovare nuovi clienti, in un contesto di costi ancora elevati. La sostenibilità economica rimane uno dei temi centrali per tutto il comparto.
Cosa suggerirebbe a chi vuole avviare un birrificio?
La burocrazia è complessa e impattante, soprattutto all’inizio: autorizzazioni lunghe, costi immediati.
Il consiglio principale è uno solo: fare qualcosa che piaccia davvero. Questo rende sostenibili anche i momenti difficili. Posso dire che non mi sono mai svegliato pensando “non ho voglia di andare a lavorare”, ed è forse l’aspetto più importante.
Come vede il Birrificio Magis nei prossimi 3–5 anni?
Serve prudenza, ma l’ambizione è continuare a crescere in modo coerente. Non siamo ancora al massimo della capacità produttiva, quindi ogni passo sarà valutato con attenzione.
Nei prossimi anni vogliamo consolidare il progetto e introdurre nuove birre, sempre in linea con l’identità Magis, senza snaturare ciò che siamo.
Ringrazio Nicolò per la disponibilità e la trasparenza con cui ha condiviso il proprio percorso, fatto di scelte consapevoli, passione autentica e rispetto per i tempi dell’artigianalità. Un racconto che restituisce il valore umano e produttivo di una realtà indipendente, capace di crescere senza perdere identità, mantenendo un forte legame con il territorio e con le persone che lo vivono ogni giorno.
Per conoscere da vicino il mondo Magis, visitare il birrificio, partecipare a degustazioni o approfondire la gamma delle birre, è possibile contattare direttamente il birrificio ai seguenti riferimenti:
Birrificio Magis – Località Calamar 14, Desenzano del Garda (BS), Italy – T: 346 081 5070 – info@birrificiomagis.it
Un invito aperto a entrare in un luogo dove la birra non è solo un prodotto, ma il risultato di una visione, di un tempo rispettato e di un lavoro fatto con cura.
