Tutte le cose belle, prima o poi, sono destinate a finire, ma il ricordo di questa terza edizione di Castello di Birra resterà impresso a lungo. Dopo un debutto entusiasmante nella serata di venerdì e il clamoroso bagno di folla registrato di sabato, la giornata di domenica ha rappresentato il perfetto coronamento di un weekend straordinario all’interno della Rocca medievale di Arzignano.
Per me si è trattato di un’edizione speciale, che per la prima volta mi ha visto partecipe in prima persona e con un ruolo attivo su più fronti: dalla selezione dei birrifici presenti fino alle vesti di inviato sul campo, curando le interviste, l’intrattenimento e le relazioni con i tantissimi avventori. Un’esperienza intensa che porterò sempre con me.
Dietro al successo di pubblico e critica c’è l’immenso lavoro di una macchina organizzativa straordinaria, che ha messo in campo passione e determinazione per garantire un evento “sano”, sicuro e organizzato nei minimi dettagli.
Da addetto ai lavori, un bilancio sull’offerta brassicola è doveroso. Nella loro totalità, le birre proposte si sono attestate su un livello qualitativo medio-alto, offrendo una panoramica completa per tutti i palati: dalle Blanche alle Stout, passando per le interpretazioni più luppolate e i classici di matrice tedesca, belga e inglese.
Come potrete immaginare, in tre giorni di festival qualche altro assaggio giustamente me lo sono concesso, ma qui voglio elencarvi semplicemente le referenze che hanno maggiormente conquistato il mio palato per semplicità, equilibrio e freschezza:
- Beer Firm Sant’Osvaldo: Come già citato, le birre che più ho apprezzato sono state la Temperanza (IPA) — caratterizzata da una affascinante velatura dovuta a frumento e avena e un intenso doppio dry hopping — e la Cometa (Golden Ale), una splendida gluten free prodotta con il loro luppolo Comet, limpida, dorata e dai freschi sentori di pompelmo sapido e resina.
- Birrificio del Pompiere: Ha lasciato il segno con la scura e avvolgente Stout Ardente e con la sempre apprezzata, fresca e beverina Saison Grisou.
- Beer Firm Farm Fellas: Ha conquistato il mio palato con le note esotiche, resinose e decise della sua West Coast IPA Cielo Drive.
- Birrificio 5+: Ha messo in mostra una American Wheat Shirin Persia allo Zafferano in splendida forma aromatica, affiancata dalla loro sempre affidabile, pulita e concreta Helles.
- Birrificio Veneto: Ha deliziato la mia degustazione con una Pils impeccabile, pulita e di ottima fattura tradizionale.
- Medusa Brewing: Mi ha colpito positivamente con la Saison Peperbit: una birra rustica, piacevolmente speziata e secca, esattamente come piace a me.
A coronamento e completamento dell’esperienza sensoriale all’interno del castello, la proposta food curata da Valley Beer’s Pub si è rivelata una certezza assoluta, confermando l’importanza di un pairing ragionato e di qualità. Tutto il menu è stato pensato specificamente per abbinarsi alle varie birre presenti, elevando l’offerta gastronomica da semplice “cibo da strada” a vera esperienza di gusto grazie a specialità come:
- Il Cheeseburger di nostra concezione: Una reinterpretazione d’autore realizzata rigorosamente con ingredienti a chilometro zero e racchiusa in un fragrante pane nostrano.
- Il Wrap con Pulled Pork: Morbido, speziato e succulento, perfetto per sostenere il confronto con le note maltate o le luppolature più decise.
- L’Hot Dog gourmet: Preparato con un caratteristico filoncino di pane pretzel e impreziosito dalla nota dolce e pungente della cipolla croccante della Valpolicella.
A queste si sono aggiunte varie altre leccornie che hanno saputo deliziare i presenti, creando un connubio perfetto con i fusti attaccati agli stand.
La giornata di domenica è trascorsa all’insegna del relax, della grande convivialità e delle famiglie, per poi accendersi nel gran finale con il momento più atteso: la premiazione del miglior birrificio del festival, decretato direttamente dal voto degli avventori.
L’ambito riconoscimento del pubblico è andato, per la seconda volta consecutiva, alla Beer Firm Sant’Osvaldo. Un segnale chiaro e inequivocabile che premia la costanza qualitativa e la crescita di questa giovane realtà del territorio.
Un successo del genere non si improvvisa. Il mio ringraziamento più sincero va a tutta la squadra, sapientemente condotta da Renato Dalla Valle, Fabio Fiorenzato, Stefano Rosa e tutto lo staff. Siete una squadra coesa, affidabile e con le idee ben chiare in testa. Grazie ragazzi, è stato un onore collaborare con voi. Non posso non ringraziare tutti gli amici, i birrai e tutti coloro che sono passati per condividere con noi tre giorni di passione, birra e convivialità.
L’appuntamento con la cultura birraria ad Arzignano si chiude qui, ma con la certezza di aver tracciato una strada importante per il futuro.
