Appunti di degustazione: Le Trappiste

Lo scorso mercoledì ho colto l’occasione grazie all’invito dell’amico GianMarco “Gian” Scatigna, beer specialist del locale vicentino Cutty Sark  – sito web – per presenziare alla serata del ciclo CRAFT IS BETTER dedicata alle birre Trappiste.

Serata che prevedeva quattro assaggi abbinati a quattro piatti e una sorpresa finale, proposti dalla cucina del locale, la prima birra in degustazione abbinata a un eccellente crema di verze, pinoli, uvetta e pancetta croccante e stata la Westmalle Dubbel.

Birra che all’olfatto regala intense note di frutta secca (nocciola), frutta matura e un tocco speziato, al palato note caramellate e tostate anticipano sentori di frutta rossa sotto spirito, frutta secca e passa, nel finale prevalgono le note fruttate e candite che mi ricordano il dattero e l’arancia candita.

L’abbinamento con il piatto da come lo interpreto io è stato pienamente centrato, pinoli e uvetta vanno perfettamente a sposarsi con le note di frutta secca e passa che ho riscontrato nella dubbel, che grazie alla sua moderata alcolicità e, (per assurdo per una dubbel) a una buona secchezza riesce a sgrassare e pulire perfettamente la bocca dal gusto della verza e dall’untuosità della pancetta.

Il secondo abbinamento prevedeva un risotto con noci, mela e gorgonzola, abbinato alla Tripel di Westmalle, all’olfatto si presenta con un sentore etilico molto pronunciato che coprono le  note agrumate (arancia), fruttate (albicocca), fenoliche (chiodo di garofano) e speziate (pepe), in bocca il percorso e molto simile all’olfatto, note etiliche che pizzicano, frutta (albicocca e dattero) che conducono a la beva, finale secco dove l’alcol si fa sentire pizzicandomi il palato, che fortunatamente viene mitigato da una strana freschezza che mi ricorda l’anice.

L’abbinamento a mio parere, a causa dell’elevata percezione alcolica della birra non ha funzionato, la potenza alcolica della birra andava completamente ad annullare la delicatezza del riso (sostenuto solo dal gorgonzola), nel finale l’amaro del piatto e l’alcolicità della birra andavano a cozzare lasciandomi un palato “sporco e pesante”

Terzo abbinamento; Petto d’Anatra laccato con senape e fondo di cottura (spettacolare), in abbinamento la “mamma” delle trappiste, Westvleteren 12 del 2020, birra che non ha bisogno di presentazioni, olfatto ricco, complesso note di frutta fruttate (ciliege, prugna, uva passa, fichi), frutta secca (noci e nocciola), spezie (vaniglia), miele, caramello, mou, cacao riempiono il naso, al palato densa, piena con una struttura molto complessa, dove a dettare la bevuta si ritrovano le note avvertite in precedenza all’olfatto, finale con toni maltati e accenni di caffè e liquirizia, che precedono sentori erbacei e floreali, il tenore alcolico è nascosto, riscalda e impreziosisce la beva (anche se ancora giovane la bambina si difende molto bene).

L’abbinamento mi ha convinto molto, assaggiato assieme mi sono accorto che la birra riesce ad esaltare il petto d’Anatra, e allo stesso tempo a bilanciare la senape, lasciandomi ancora qualche secondo il ricordo della proteina appena assaggiata, per poi pulirmi la bocca perfettamente.

Ultimo abbinamento il programma vedeva protagonista la Rochefort 8 e il Macafame (Il Macafame è una preparazione solitamente dolce tipica della zona di Vicenza a base di ingredienti “poveri” come pane, latte, uova e miele. Come il nome stesso fa intuire “ammacca la fame” perché una fetta è più che sufficiente per una colazione o un corposo spuntino) la Rochefort all’olfatto si presenta con note di frutta secca, frutta rossa, liquirizia anice e orzo, al palato le note maltate (caramello e biscotto) anticipano sentori di frutta che mi ricordano la mela cotogna, frutta secca (noci) e passa (uvetta) e speziate (vaniglia), finale spinto dove emerge un calore etilico (non esagerato) che riscalda anticipando un’amaricatura leggera da malto lunga bilanciata da sentori di cioccolato al latte.

L’abbinamento centrato in pieno, la birra si sposa con questo dolce “povero” e allo stesso tempo sgrassa e pulisce il palato invitandomi a un secondo e veloce morso.

Sorpresa finale Chimay Grand Riserve 2021 abbinata alle Frittelle “frittoe” con uvetta.

Concludo il mio racconto ringraziando Gian, per il lavoro, per la passione e l’impegno che mette in tutto ciò che fa, ringrazio lo staff del Cutty Sark per dare spazio a queste iniziative. Il ciclo di serate non finisce qui comunque, state connessi per i prossimi capitoli.

Published by: Stefano Gasparini – Category: Rubriche – Day: 09 Marzo 2022

Stefano Gasparini

Da sempre appassionato di tutto ciò che è BIRRA, “artigianale Italiana”, dal 2008 concretizza la sua passione con la messa on-line di NONSOLOBIRRA.NET, portale ideato per far conoscere a tutti questo fantastico Mondo, Stefano, segue e cura le recensioni, degustazioni e le relazioni con il pubblico e con i vari produttori. Collaboratore alla Guida ai Locali Birrai MOBI, e Ex Presidente della Confraternita della Birra Artigianale, fondatore del gruppo Nonsolobirra Homebrewers, e organizzatore del Nonsolobirra festival dal 2011

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