Trimmutùra, figura a cavallo fra la realtà ed il mito di una Palermo anni ’60 in pieno boom economico ma lontana dall’essere emancipata, di una città benpensante ma al contempo desiderosa di una sensualità poco borghese, la Trimmutùra non era semplice pulsione, bensì <La triplice fonte del piacere>: infatti, così la descrive chi giura di averLa conosciuta personalmente.  

Una sera, seduti ad un tavolo fra compari di sempre, si degustava la birra che ormai da anni si preparava “esclusivamente per gli amici”. Onorando i boccali con quella bevanda dorata che, però, non aveva ancora ricevuto denominazione.  

Tuttavia, i quattro compari, sapevamo già come battezzarla: infatti, il suo nome è un legame di passioni.

Nacque così, in quella torrida sera di mezz’estate, la nostra birra: la BIRRA TRIMMUTURA!

I quattro amici ROSARIO INZERILLOANGELO SIRAGUSADARIO AMEDEO MARTINO e AMBROGIO ORANDO, rispettivamente tre ingegneri ed un medico, decisero che il momento era giunto: la birra Trimmutura doveva spumeggiare anche al di fuori del loro circolo.

Oggi, la potenza del giovane motore della Beer Firm siciliana è “alimentata” dalla MISCELA al 4,6%, ma sono già in fermentazione altri carburanti per far rombare a più alti giri il cuore focoso e passionale della TRIMMUTURA.

La Birra Artigianale TRIMMUTURA “MISCELA al 4,6%” al Fiore di Fico d’India Siciliano, è prodotta e imbottigliata presso il birrificio MATH .

Non pastorizzata e non filtrata, è di colore dorato, un po’ torbida e con un bel cappello bianco di schiuma cremosa e persistente.

Al naso i dolci sentori del Fiore di Fico d’India Siciliano si intrecciano con la delicatezza e la semplicità di una luppolatura mai invadente.

Decisamente non amara, lontana dalle estremizzazioni del momento, è una birra dal contenuto alcolico moderato e con il corpo tipico della riscoperta del malto, un po’ trascurato in questi ultimi anni!

Morbida e pulita al palato è completamente assente di acidità.

Un finale ricco di dolci note di Fiore di Fico d’India Siciliano ed erbacee di luppolo, lasciano desiderosi di un altro sorso… e di un altro ancora.