L’artigianato come valore protetto: la visione di Diego Stimoli e la sfida di CNA Veneto Ovest

Diego Stimoli

Classe 1992, imprenditore digitale e oggi il più giovane presidente di una territoriale CNA in Italia: Diego Stimoli rappresenta una nuova generazione di imprenditori veneti che parlano il linguaggio dell’innovazione senza perdere il legame con il territorio e con il valore del saper fare artigiano.

Con la sua elezione alla guida di CNA Veneto Ovest nel 2025, Stimoli è diventato uno dei più giovani presidenti territoriali nella storia della Confederazione Nazionale dell’Artigianato. Fondatore e CEO di Indaweb, agenzia specializzata in strategie digitali e trasformazione tecnologica, incarna la figura capace di unire cultura digitale e visione strategica.

Dietro il ruolo istituzionale, emerge l’imprenditore pragmatico, convinto che il futuro delle PMI passi dall’integrazione tra tecnologia e identità. Una visione che si fa centrale nel dibattito sulla legge 34/2026, la normativa che ha “blindato” il termine “artigianale”, trasformandolo da aggettivo di marketing a titolo protetto.

Di seguito, l’intervista integrale al Presidente Stimoli sulla nuova “patente” dell’artigianato e sul futuro del comparto brassicolo veneto.

Presidente Stimoli, con la legge 34/2026 il termine “artigianale” non è più un aggettivo di marketing, ma un titolo protetto dall’obbligo di iscrizione all’Albo. Lei è stato tra i principali sostenitori di questa “blindatura”: come risponde a chi accusa la norma di essere troppo rigida, specialmente per le sanzioni che partono da 25.000 euro?

Capisco le perplessità, soprattutto da parte delle realtà più piccole, ma credo che oggi servisse un segnale forte. Negli ultimi anni il termine “artigianale” è stato usato troppo spesso come leva commerciale, anche da chi non aveva nulla a che vedere con il vero artigianato. Questa legge non nasce per punire chi lavora bene, ma per proteggere chi ogni giorno investe davvero nel proprio territorio, nelle competenze e nella qualità.

Le sanzioni importanti servono soprattutto come deterrente verso chi costruisce operazioni di marketing ingannevoli. Il problema non è il piccolo birrificio serio: il problema è quando grandi gruppi industriali cercano di appropriarsi dell’identità artigiana senza averne i requisiti. Allo stesso tempo, come CNA Veneto Ovest, stiamo chiedendo chiarimenti interpretativi affinché nessuna eccellenza del territorio venga penalizzata per questioni burocratiche o sovrapposizioni normative.

Molte multinazionali hanno costruito linee di prodotto interamente sul concetto di crafty beer (finte artigianali). Crede che l’obbligo formale dell’Albo basti a scoraggiare l’industria, o teme che troveranno scappatoie semantiche per aggirare la legge?

Le grandi industrie hanno enormi capacità di comunicazione e sicuramente proveranno ad adattarsi. Probabilmente vedremo nuove formule, nuovi termini e nuove strategie per evocare il concetto di artigianalità senza utilizzare direttamente quella parola. Per questo la legge da sola non basta: serve cultura del consumatore.

Dobbiamo aiutare le persone a riconoscere la differenza tra un prodotto realmente artigianale e uno costruito industrialmente con un’estetica “craft”. Il vero tema è la trasparenza. Quando un consumatore sceglie una birra artigianale deve sapere chi c’è dietro: il territorio, il produttore, la filiera, il metodo produttivo. Credo però che questa normativa abbia già ottenuto un primo risultato importante: riportare il valore dell’artigianato al centro della discussione.

Passando dal piano politico a quello personale, lei è un noto estimatore del settore. Se dovesse scegliere una birra artigianale preferita — o uno stile che rappresenta meglio il suo spirito di giovane imprenditore veneto — verso cosa si orienterebbe? Preferisce la pulizia tecnica di una Pils tradizionale o l’azzardo di una NEIPA moderna?

Probabilmente la mia risposta starebbe nel mezzo. Da una parte apprezzo la precisione e l’equilibrio di una buona Pils, dall’altra mi affascina la capacità innovativa che c’è dietro certe NEIPA moderne: sperimentazione, creatività, identità forte. E forse rappresentano anche due anime del nostro territorio veneto: il rispetto della tradizione e la voglia continua di innovare.

Quali sono i primi passi di CNA Veneto Ovest per aiutare i birrifici locali a sfruttare questa legge? Avete in programma iniziative per educare il consumatore a distinguere chi ha il “bollino” dell’Albo da chi fa solo finta?

In questa fase serve soprattutto chiarezza. L’obiettivo di CNA Veneto Ovest è accompagnare le imprese e fare in modo che questa normativa diventi una tutela reale per i produttori seri, senza creare penalizzazioni o confusione interpretativa.

Stiamo lavorando su tre fronti principali: dialogo con le istituzioni, supporto alle imprese e valorizzazione del territorio. Da una parte vogliamo contribuire a chiarire alcuni aspetti normativi ancora delicati, dall’altra aiutare concretamente i birrifici a comprendere come muoversi correttamente. Credo che questa possa diventare anche un’opportunità importante per rafforzare il valore della vera produzione artigianale veneta, puntando su trasparenza, qualità e identità territoriale. Il consumatore oggi cerca autenticità e vuole sapere cosa c’è davvero dietro un prodotto.

Da imprenditore digitale, come vede l’evoluzione della comunicazione brassicola? L’IA e il digital marketing possono aiutare i piccoli produttori iscritti all’Albo a denunciare gli usi impropri del termine “artigianale” sul web?

Oggi il digitale è uno strumento fondamentale per aiutare le piccole realtà a raccontare meglio il proprio valore e a distinguersi in un mercato sempre più competitivo. Molti microbirrifici hanno prodotti eccellenti, una forte identità e un legame autentico con il territorio, ma spesso fanno fatica a comunicare tutto questo all’esterno.

Qui la tecnologia può dare un contributo importante: creare relazione con le persone, valorizzare la storia del produttore e trasmettere trasparenza. Credo molto nell’equilibrio tra innovazione e tradizione. La tecnologia non deve sostituire l’artigianalità, ma aiutarla ad essere più visibile, più competitiva e più riconoscibile, soprattutto verso le nuove generazioni di consumatori.

Pillole di visione: CNA e l’identità artigiana

La visione di Diego Stimoli e di CNA Veneto Ovest non si esaurisce nel perimetro della pur necessaria disciplina legislativa. La tutela del comparto passa attraverso pilastri fondamentali che definiscono l’identità della birra artigianale oggi:

  • Educazione al consumo: Non basta un Albo se non si crea un consumatore consapevole. CNA promuove la conoscenza delle materie prime e dei processi, affinché la scelta nel bicchiere sia un atto di consapevolezza e non solo di gusto.
  • Identità e trasparenza: In un mercato globale, la forza del piccolo produttore risiede nella sua storia. La tracciabilità e il legame con la filiera agricola locale sono gli anticorpi naturali contro le operazioni di “craftwashing” dell’industria.
  • Innovazione sostenibile: L’imprenditoria giovane, di cui Stimoli è capofila, dimostra che essere artigiani nel 2026 significa utilizzare la tecnologia per difendere il “fatto a mano”, ottimizzando la comunicazione senza mai intaccare l’integrità del prodotto.

Desideriamo ringraziare il Presidente Diego Stimoli e tutta la struttura di CNA Veneto Ovest per l’impegno costante profuso in questi mesi. La difesa della legge 34/2026 non è una battaglia burocratica, ma una missione culturale volta a preservare il patrimonio di competenze e passione che i nostri artigiani rappresentano.

Il lavoro svolto da Stimoli alla guida della territoriale dimostra come una leadership giovane e lungimirante possa essere il ponte perfetto tra la gloriosa tradizione manifatturiera veneta e le sfide digitali del futuro. Grazie a CNA, il termine “artigianale” torna finalmente ad avere il peso e la dignità che merita: un marchio di qualità, verità e rispetto per chi lavora e per chi consuma.

Nota Editoriale: Questo contenuto è frutto di un'analisi indipendente a scopo puramente divulgativo. La selezione degli argomenti avviene su base editoriale, senza influenze commerciali o partnership che possano compromettere l'oggettività del parere espresso.

Spazio Banner

Informazioni su Stefano Gasparini 764 Articoli
Stefano è un appassionato di birra artigianale italiana da molti anni e ha dato concretezza alla sua passione nel 2008 con la creazione di NONSOLOBIRRA.NET, un portale che mira a far conoscere al pubblico il mondo della birra artigianale italiana attraverso recensioni, degustazioni e relazioni con i produttori. Stefano ha collaborato con la Guida ai Locali Birrai MOBI ed è stato presidente della Confraternita della Birra Artigianale. È anche il fondatore del gruppo Nonsolobirra Homebrewers e organizzatore del Nonsolobirra festival dal 2011. In sintesi, Stefano è un appassionato di birra che ha dedicato gran parte della sua vita a far conoscere e promuovere la birra artigianale italiana.