Esplorando il movimento brassicolo Veneto: Nuove aperture del biennio 2022-2023

Esplorando il movimento brassicolo Veneto: Nuove aperture del biennio 2022-2023

Nel corso del 2022, nel panorama brassicolo veneto, si registrano nuove iniziative brassicole, che con la crescita del movimento della birra artigianale, stanno guadagnando rapidamente terreno e contribuendo a ridefinire il panorama dell’offerta di qualità.  In questo articolo ve le voglio presentare 

Daniele Santolin

Una vecchia stalla, ristrutturata nel cuore di Contrada Santolini, una piccola frazione del comune vicentino di Altissimo, è diventata l’ambientazione per un nuovo progetto birrario promosso da Daniele Santolin.

Questa nuova iniziativa è marchiata birrificio Piston.

Al momento del nostro studio, sono disponibili tre diverse referenze sul mercato: una American Pale Ale denominata “Altissimo Pale Ale“, la “360“, chiara ad alta fermentazione, e la Blanche “Adele“, caratterizzata dall’utilizzo di timo accanto ai più tradizionali coriandolo e scorza d’arancia.

Dalla provincia Berica ci spostiamo verso quella veronese, più precisamente a Ilarione, situata nel cuore della Val D’Alpone, nell’Unione Montana della Lessinia. Qui nasce il progetto Ilarione Rustic Beer, ideato da quattro amici profondamente legati alle proprie radici e al territorio circostante.

Team Ilarione Rustic Beer

Anche in questo caso, al momento della nostra indagine, le birre proposte sul mercato sono nove, caratterizzate dalla semplicità e dall’immediatezza.

Tra queste troviamo la chiara Sbeera, l’IPA Barcollo ma non mollo e la più strutturata Beeroccia, un’ambra di ispirazione tedesca. Inoltre, viene offerta anche la birra senza glutine Beer Free, che include un mix di luppoli teutonici e americani, la Weizen BeerBanta, la Irish Stout BeerLanda progettata sulla base di un’antica ricetta Irish Extra Stout del 1821, la IGA BeerRella. Orgoglioso esperimento con i prodotti del territorio. Porta con sé le note del mosto di uva Durella che la rende l’ibrido perfetto per chi è indeciso al momento dell’aperitivo. Malti biscottati e luppolatura delicata lasciano spazio all’acidità del Durello, con note di pesca, albicocca e ananas. Poco corposa, ben carbonata. La Strong ale Teddy Beer dal colore ambrato e aromatizzata al miele di castagno, prodotto genuino di vallata. I malti del Belgio utilizzati per birre trappiste vengono equilibrati da una luppolatura non troppo invadente.E in fine la KillBeer, Blanche aromatizzata con lime, pepe rosa e scorze di arancia amara.

A Noventa Padovana (PD), opera Hype Brewing, fondato da tre amici, Nicolò, Thomas e Gianluca, uniti da passioni comuni e dalla costante volontà di migliorarsi con l’obiettivo di creare birre memorabili. Hype non è soltanto un nome, ma rappresenta un approccio alla vita. La loro passione e desiderio di esplorare continuamente qualcosa di nuovo si manifestano nelle dieci referenze attualmente disponibili:

Team Hype Brewing

Silver Black Porter: una Porter infusa con una speciale dose di caffè proveniente dall’Uganda, che aggiunge un tocco unico e distintivo. Bitter Innit: caratterizzata da un ricco aroma di toffee, frutta secca e tè nero. Hill Side: una Session IPA di basso grado alcolico e alta beverinità. Answer KellerBier: una birra rustica che esprime aromi speziati, erba appena tagliata e note floreali. Gold Rush: una Double Dry Hopped IPA con un bouquet ricco di pompelmo e ananas, che si traduce in un gusto esotico. Rafiki: un Irish Stout brassata in collaborazione con gli amici di Atoms Brewing, che celebra l’amicizia con un mix di sapori complessi e avvincenti. Pils Fash: una Pils dall’aroma estremamente floreale ed erbaceo, con una bevuta fresca e un finale leggermente amaro. Pacific IPA Mamba: una birra dove si incontrano luppoli nordamericani e neozelandesi, creando un’esplosione di aromi di agrumi e frutta esotica. Blanche Magic: ricca di note agrumate e floreali, con un leggero profilo speziato. Marzem Chosen One: caratterizzata da marcati sentori di crosta di pane e un accenno di miele.

A Ceggia (VE) si trova l’ultima beer firm nata nel 2022, Zuppa di Sasso, il cui nome è stato scelto per questo progetto avviato nell’agosto dello stesso anno, su idea di una giovane coppia di sposi: Michele Steolo, 38 anni, nato e cresciuto a Ceggia, e Alessandra Gargiuli, 31 anni, originaria di Agordo, ma da quasi dieci anni residente a Ceggia per amore e lavoro. Zuppa di Sasso è un “Brew Pub” che offre non solo la possibilità di assaggiare le loro birre, ma anche quelle di birrifici ospiti, oltre a un ricco menù. Attualmente, le referenze disponibili sono sei:

Michele e Alessandra – Zuppa di Sasso

La Gose Mermaid Tears: acidula e salata, con sentori di limone e sale. Wonka Sucks: una Extra Stout dal gusto torrefatto. Helles Drunken Cinderella: dove dominano le note di cereali e miele. Apa F**k Beer Beep: una birra di ispirazione americana, agrumata e fruttata. Red Light: una Red Ale con note di caramello e biscotto. Festbier Moeghea N°1: una classica birra che commemora la celebre festa tedesca, dove le note maltate sono accompagnate da una luppolatura marginale.

Nel 2023, nel veneziano, si registra l’apertura del Birrificio del Pompiere, presentato precedentemente in questo articolo. E della Beer Firm Cerbero Brewing, una beer firm veronese, si inserisce sulla scena brassicola locale con il motto “Affamati di sfida!”.

Dopo anni di passione, dedizione e ricerca, nasce un progetto che trova nell’arte della birrificazione un punto di unione: Cerbero Brewing. L’obiettivo di questo nuovo marchio è produrre e proporre al pubblico birre di qualità in grado di valorizzare le tipicità del territorio in cui è nato. Perché Cerbero? Questo animale mitologico è composto da tre teste distinte in un solo corpo, proprio come la squadra dietro al progetto: tre birrai, ognuno con le proprie idee e stili, e un quarto membro, che rafforza e dà sostegno.

Nicolò, il giovane e dinamico head brewer, esperto homebrewer con esperienze in altri birrifici, mette energia e un tocco innovativo ad ogni produzione. Mattia, l’esperto birraio con più di dieci anni di esperienza, garantisce un tocco di qualità ad ogni cotta. Francesco, con una vasta esperienza nelle cantine vinicole, gestisce le fermentazioni e le maturazioni per garantire un prodotto stabile e longevo. Ma cosa sarebbe un Cerbero senza un solido e robusto corpo? Questo ruolo è svolto da Matteo, che si occupa della gestione burocratica con le capacità di un grande capitano d’azienda.

La produzione che lancia il progetto è la Kellerbier (4,8%), una bassa fermentazione di stampo tedesco, fresca e beverina, che porta in etichetta proprio il Cerbero. La seconda nata è la Zio (4%), una Session IPA, velata e incredibilmente beverina, prodotta in collaborazione con il Birrificio Abruzzese di Castel di Sangro. I luppoli Talus, Mosaic, Citra e Centennial, combinati con il lievito Vermont, conferiscono a questa birra un ventaglio di aromi freschi che vanno dalla frutta gialla al tropicale, con leggere note di cocco e caramello.”

Informazioni su Stefano Gasparini 625 Articoli
Stefano è un appassionato di birra artigianale italiana da molti anni e ha dato concretezza alla sua passione nel 2008 con la creazione di NONSOLOBIRRA.NET, un portale che mira a far conoscere al pubblico il mondo della birra artigianale italiana attraverso recensioni, degustazioni e relazioni con i produttori. Stefano ha collaborato con la Guida ai Locali Birrai MOBI ed è stato presidente della Confraternita della Birra Artigianale. È anche il fondatore del gruppo Nonsolobirra Homebrewers e organizzatore del Nonsolobirra festival dal 2011. In sintesi, Stefano è un appassionato di birra che ha dedicato gran parte della sua vita a far conoscere e promuovere la birra artigianale italiana.