L’abbazia di Notre-Dame de Saint-Remy a Rochefort (Belgio) fu fondata nel 1230.

Appartiene all’Ordine Cistercense della Stretta Osservanza, denominato trappista a causa dei suoi legami storici con l’Abbazia della Trappa, in Francia, e del ruolo di quest’ultima nella riforma dell’Ordine Cistercense nel XVII secolo.

Nel corso della sua storia, l’Abbazia è stata più volte distrutta, ma fedele al motto di Dom Philippe Lefèvre “Curvata, resurgo”, ha sempre trovato la forza di risollevarsi.

A tutt’oggi sono ancora visibili gli edifici delle diverse epoche che conservano ancora con fascino lo spirito, l’atmosfera e la riservatezza dei vecchi monasteri. Vecchi documenti testimoniano che il monastero possedeva la birreria già dal 1595, all’epoca con orzo e luppolo coltivati nei propri campi.

Situata in un’ampia vallata ai piedi di una collina boscosa che la separa da Rochefort, l’Abbazia è una vera e propria oasi di pace. Ha conservato, come pochi altri vecchi monasteri, l’ambiente circostante, lo spirito e l’atmosfera che oggi affascinano proprio come lo facevano un tempo.

Di recente sono stati effettuati lavori di ristrutturazione al fine di restituire l’austera semplicità propria dello spirito di Cîteaux e Saint Bernard. La chiesa dell’abbazia ne è una valida dimostrazione.  

Per preservare il clima di solitudine indispensabile alla vita contemplativa, non è permesso visitare l’Abbazia, ma la chiesa è aperta a coloro che desiderano raccogliersi in preghiera. Vivendo del proprio lavoro e attingendo da quest’ultimo la possibilità di fare fronte a numerosi fabbisogni sociali, la comunità monastica di Saint-Remy ha scelto di inserire la propria attività economica nel settore agro-alimentare.

Per questo motivo produce, da secoli, una birra diventata molto famosa. La produzione è volutamente limitata. Questa bevanda di alta qualità deve essere degustata con saggezza e moderazione: solo così potrà favorire amicizia e condivisione.

La birreria rappresenta una fonte importante (a Saint-Rémy si produce birra sin dal XVI secolo!). Rimodernati nel 1952, gli impianti permettono di produrre una birra di alta fermentazione molto apprezzata, pur non superando i limiti di produzione stabiliti dalle reali esigenze più che dalle leggi del mercato.

È una birra trappista in quando prodotta dai monaci con collaboratori laici all’interno del loro monastero. 

Andiamo ora a conoscere la loro produzione:

Rochefort 10 

Gradazione alcolica 11.3%Vol

Colore mogano scuro, leggermente opalescente per il lievito in sospensione, con schiuma color caramello, fine e persistente.

Il naso: profumi netti ed intensi di banana, frutta secca, caffè tostato, liquirizia e pepe; dire che è ricca, multiforme, esplosiva non rende completamente l’idea. E’ una vera prelibatezza.

In bocca è calda e strutturata, morbida e avvolgente; moderatamente frizzante si fa gustare con lentezza e metodicità. Le sensazioni del palato: malto, sempre e dovunque, frutta matura, spezie, pepe e cannella, un po’ di cioccolato e liquiriza, lievito, ma non in ordine sparso: ognuno di questi al momento giusto e al posto giusto, senza doppioni nè sovrapposizioni.

La corsa è delicata, calda di alcool, generosa di sensazioni: ancora la liquirizia, l’amarino del cioccolato, un delicato luppolo finale che la rende armoniosa e armonica.

Da servirsi a temperatura rigorosamente di cantina.    

Rochefort 8

Gradazione alcolica 9.2%Vol

E’ la birra più prodotta, e anche quella più venduta: rappresenta da sola i 2/3 della produzione globale del monastero.

Brassata per la prima volta nel 1954 per un importante cliente di allora, si rivelò talmente speciale che entrò da subito nella produzione stabile del birrifcio.

Il colore di questa birra è marrone, più intenso di quello della 6 e con meno riflessi aranciati; la spuma è fine e compatta, a bolle molto piccole, persistente.

Il naso, all’inizio, ha un che di agrumato, netto, e nel complesso dimostra una forte caratteristica fruttata, spiccata e quasi sciropposa, con una evoluzione maltata, molto caramellata. Nonostante i 9,2°, questa 8 rivela un corpo importante, ma non eccessivamente consistente, con un impatto piacevolmente frizzante.

Il sapore iniziale ricorda la liquirizia, con spezie in secondo piano, e una corsa finale morbida e calda. Lascia il palato particolarmente pulito, con una sensazione finale decisamente secca e amara, che avvolge tutto il palato stesso e i lati della parte finale della lingua.

La bottiglia degustata ha lasciato sul fondo del bicchiere una notevole quantità di lievito.

Superfluo, quasi, sottolineare che si tocca quasi l’eccellenza, con questa trappista. 

Rochefort 6

Gradazione alcolica 7.5%Vol

E’ anche la più antica delle birre di Rochefort, in quanto deriva direttamente dalla birra che veniva prodotta già negli anni ’30.

Bel colore, limpido e netto: un mix fra ruggine e tonaca di frate, con bei riflessi ramati.

La schiuma è molto ricca, compatta e persistente. Il lato debole (molto relativamente, s’intende) di questa birra è l’aroma: non ha un grandissimo naso, che comincia peraltro con una (spiazzante, quasi) leggerissima nota acidula, per evolversi poi in tenui sentori di malto inseriti in un sottofondo rustico.

Ha una frizzantezza spiccata, che la rende subito intrigante e asciutta: il corpo è rotondo, netto, mai esagerato, saldo. Solo nel finale della corsa questa birra rivela la propria alcolicità, comunque significativa, perfettamente celata all’inizio da una corsa rapida, asciutta, ricca dell’amarognolo della frutta tostata, del malto torrefatto, e di polvere di cacao.

Il finale è equilibrato, nè troppo svelto nè eccessivamente ridondante, lascia perfettamente soddisfatti, con il caldo del miele/alcool che la rende morbida e ricca.           

Periodo di apertura : Tutto l’anno

Web: http://www.trappistes-rochefort.com

Indirizzo: Abbaye Notre Dame de Saint-Rémy

Rue de l’Abbaye 8 5580 ROCHEFORT 

Tel: +32 (0) 84 22 01 40 • Fax : +32 (0) 84 22 10 75