La risposta de la Buttiga contro il caldo estivo: la trilogia del Jam Session tra spinta acida, rigore della pils ed esplosione tropicale

Una serata di analisi organolettica con l'amico Stefano per tracciare la corretta sequenza di degustazione al banco.

Quando le temperature estive stringono la presa, la scelta del bicchiere ai banchi del Jam Session dall’amico Stefano risponde a una precisa logica di rigenerazione analitica. La serata ha visto come protagonista una trilogia firmata dal birrificio La Buttiga: tre interpretazioni distinte per fermentazione, profilo di malti e luppolatura, riordinate secondo una rigida sequenza tecnica in grado di rispettare l’integrità del palato ed evitare sovrapposizioni aromatiche.

Primo tempo: Goslar 1826

La partenza è affidata alla Goslar 1826, la risposta storica e dissetante di stampo tedesco ideata per resettare le papille gustative, reintegrare i sali e stimolare la salivazione.

  • Naso: Pulito e diretto, caratterizzato da nitide note citriche di bergamotto e limone, affiancate da un tocco ben integrato di coriandolo e una componente sapida discreta sullo sfondo.
  • Palato: L’ingresso acido è calibrato e reso piacevolmente morbido grazie alla presenza di avena nel grist dei malti. La bevuta scorre snella; la spinta salina apre a centro beva riproponendo la trama agrumata e la speziatura del coriandolo fino al fine beva.
  • Abbinamento: Accompagnata a delle patatine classiche, la birra lavora per contrasto (acidità e sapidità contro la grassezza del fritto) e concordanza salina, offrendo una parentesi organolettica semplice ma perfetta per l’apertura.

Secondo tempo: Pils in Love

Il secondo passaggio affronta il terreno della bassa fermentazione. Posizionare la Pilsner subito dopo la Gose si rivela una scelta tecnica fondamentale per apprezzare la delicatezza dei luppoli nobili su un palato ancora ricettivo e non saturo.

  • Naso: Elegante e composto, segnato da fresche note erbacee e da un profilo di crosta di pane fragrante e pulito.
  • Palato: L’ingresso è lineare, privo di qualsiasi deviazione mielosa o stucchevole. La saturazione di  è corretta, il corpo si mantiene vivace e la beva scorre fluida. Il finale si allunga su toni di cereale che anticipano un’amaricatura nobile di media persistenza.
  • Considerazioni: Un’ottima interpretazione stilistica all’italiana: una Pils leggermente più morbida sul grist rispetto alle versioni nord-tedesche, ma decisamente concreta, dissetante ed equilibrata.

Terzo tempo: Mia Zia

La chiusura della batteria alza l’impatto aromatico virando sui luppoli esotici a freddo, mantenendo un ingombro alcolico contenuto a soli 3,8% vol.

  • Naso: Impatto esplosivo e nettamente tropicale, dominato da sfumature di mango, papaya e melone bianco.
  • Palato: Sorso fresco che richiama integralmente il bouquet olfattivo. Nonostante il grado alcolico ridotto, la birra non risulta acquosa, forte del contributo tattile dell’avena. Il finale si chiude con un’amaricatura leggera che sfuma con delicatezza, del tutto coerente con l’impostazione di una Session IPA ad alta bevibilità.
  • Abbinamento: In affiancamento a dei taralli rustici, la luppolatura deterge la componente lipidica dello snack (olio di oliva), mentre la struttura della birra regge la secchezza del prodotto da forno senza farsi sopraffare.

La rassegna delle tre referenze de La Buttiga dimostra come l’analisi organolettica richieda rigore anche nei contesti più informali. Studiare  la corretta sequenza di bevuta e posizionare la Pilsner prima della Session IPA ha permesso di apprezzare la fragranza della bassa fermentazione prima che le note tropicali andassero a saturare i recettori olfattivi. Un passaggio metodologico importante che valorizza la qualità del birrificio e l’ospitalità del Jam Session. Un plauso e uno speciale ringraziamento va a Stefano per la consueta e impeccabile ospitalità al Jam Session: la disponibilità al dialogo, l’accoglienza al banco e la passione nel condividere queste chicche brassicole rendono ogni tappa nel suo locale un momento fondamentale di crescita, confronto e pura piacevolezza.

Il Jam si trova a Thiene (VI) in Piazza Giacomo Matteotti (Stazione dei Treni), passate a trovarlo!

Nota Editoriale: Questo contenuto è frutto di un'analisi indipendente a scopo puramente divulgativo. La selezione degli argomenti avviene su base editoriale, senza influenze commerciali o partnership che possano compromettere l'oggettività del parere espresso.

Indagine – veneto nel bicchiere –

Informazioni su Stefano Gasparini 794 Articoli
Stefano è un appassionato di birra artigianale italiana da molti anni e ha dato concretezza alla sua passione nel 2008 con la creazione di NONSOLOBIRRA.NET, un portale che mira a far conoscere al pubblico il mondo della birra artigianale italiana attraverso recensioni, degustazioni e relazioni con i produttori. Stefano ha collaborato con la Guida ai Locali Birrai MOBI ed è stato presidente della Confraternita della Birra Artigianale. È anche il fondatore del gruppo Nonsolobirra Homebrewers e organizzatore del Nonsolobirra festival dal 2011. In sintesi, Stefano è un appassionato di birra che ha dedicato gran parte della sua vita a far conoscere e promuovere la birra artigianale italiana.