London Pride al Valhalla: il benchmark londinese aspettando il contest hb vicentini

Tra spina e stili classici: l'analisi sensoriale del riferimento assoluto per le Best Bitter alla prova del banco

In vista dell’imminente concorso organizzato dagli Homebrewers Vicentini – dove le Best Bitter saranno le assolute protagoniste con una menzione speciale al fianco delle birre a stile libero – la preparazione del degustatore passa inevitabilmente attraverso i grandi classici.

Per affilare il palato e fissare i punti di riferimento stilistici, sono tornato al banco del Valhalla di Thiene per analizzare una pinta di London Pride di Fuller’s direttamente dalla spina. Ecco il resoconto completo e la scheda di valutazione analitica della degustazione.

Al bicchiere la birra mostra subito le sue carte con un colore ambrato scarico e una limpidezza brillante. La schiuma si presenta compatta, di tonalità compresa tra il bianco e l’avorio, vantando un’ottima ritenzione.

L’impatto visivo è semplicemente impeccabile. La tenuta e la grana della schiuma confermano tanto la corretta tecnica di spillatura al bancone quanto l’ottima qualità e la struttura proteica della base di malto selezionata a Chiswick.

Al naso l’apertura è dominata da una componente di frutta matura che richiama nettamente la mela cotta (o mela al forno). La base maltata appare in questo momento leggermente coperta dall’intensità fruttata, mentre il profilo del luppolo risulta non pervenuto e del tutto assente da diacetile.

La presenza marcata di esteri fruttati è il vero e proprio “marchio di fabbrica” del ceppo di lievito della casa Fuller’s. Tuttavia, l’assenza del luppolo da aroma (che nelle Best Bitter classiche dovrebbe donare un finale garbato, tra l’erbaceo e il floreale dato da varietà inglesi come EKG, Challenger o Target) unitamente al malto ricoperto, mostra un leggero sbilanciamento dell’aroma a favore della componente fermentativa.

L’ingresso in bocca è morbido e rotondo, sostenuto da una base di malto leggera (caramello chiaro, toffee) su cui ritorna la percezione di mela cotta. Il corpo si attesta su livelli medio-bassi con una carbonatazione contenuta, perfettamente in linea con la tradizione dei pub britannici. Il finale è lungo e secco, guidato da un’amaricatura erbacea persistente ma mai invadente. Si nota solo una lieve sensazione tattile a cavallo tra l’oleoso e l’allappante.

Nota Editoriale: Questo contenuto è frutto di un'analisi indipendente a scopo puramente divulgativo. La selezione degli argomenti avviene su base editoriale, senza influenze commerciali o partnership che possano compromettere l'oggettività del parere espresso.

Indagine – veneto nel bicchiere –

Informazioni su Stefano Gasparini 784 Articoli
Stefano è un appassionato di birra artigianale italiana da molti anni e ha dato concretezza alla sua passione nel 2008 con la creazione di NONSOLOBIRRA.NET, un portale che mira a far conoscere al pubblico il mondo della birra artigianale italiana attraverso recensioni, degustazioni e relazioni con i produttori. Stefano ha collaborato con la Guida ai Locali Birrai MOBI ed è stato presidente della Confraternita della Birra Artigianale. È anche il fondatore del gruppo Nonsolobirra Homebrewers e organizzatore del Nonsolobirra festival dal 2011. In sintesi, Stefano è un appassionato di birra che ha dedicato gran parte della sua vita a far conoscere e promuovere la birra artigianale italiana.