Dagli anni 20 per i produttori di birra inizia un periodo di grosse concentrazioni che porteranno, nel corso di qualche decennio, al totale predominio di soli 11 marchi.

L’acquisto di fabbriche di birra in difficoltà rientrava nelle strategie aziendali ed era soprattutto legato all’opportunità di eliminare nel panorama produttivo un concorrente. Ciò non significava che tutte le fabbriche assorbite venivano chiuse. Alcune ben inserite nel territorio venivano mantenute in vita. Cercheremo di scoprire come si sono evolute queste 11 grosse realtà e come sono giunte ai giorni nostri.

BIRRA WUHRER

Per la Wuhrer il periodo delle concentrazioni inizia già nel 1924 quando viene acquistata la birreria Spiess di Rimini, già chiusa a causa di gravi difficoltà economiche, per prelevare l’impianto all’avanguardia Nathan e trasferirlo nello stabilimento di Brescia.

Le prime trattative per la costruzione di questa fabbrica iniziano nel 1906. In quell’anno la Società anonima per azioni “ Birra Adriatica”, costituitasi il 23 marzo 1906 a Lucerna con capitale sociale di lire 30.000, stava pensando alla realizzazione di una fabbrica di birra a Ravenna o Faenza poi la scelta cadde su Rimini.

L’area del fabbricato, tra il moresco e il liberty, acquistata dal signor Farnè, occupava 6000 metri quadrati. La fabbrica sorgeva difronte alla stazione ferroviaria cui era collegata con un binario. Direttore dei lavori l’ingeniere svizzero Berger. La capacità di produzione giornaliera era di 100 quintali di birra tipo Monaco e Pilsner e di 150 quintali di ghiaccio.

Carta intestata Wuhrer primi del '900

La chiusura delle bottiglie avveniva con i classici tappi in ceramica. Le cantine frigorifere avevano una capacità di 4000 ettolitri. Il presidente della società era Taugot Spiess che capeggiava una delle più grandi ditte svizzere, la Brauerei Spiess.

Birra Spiess, anni '40
Birra Spiess, Rimini, imbarco della birra

Il Comune e la cassa di Risparmio incoraggiano la nuova industria che ebbe in Italo Marconato e Renzo Montanari intermediari sagaci e fattivi. Nel aprile 1906 le fondamenta degli immobili erano completate. Merita di essere citato un certo Ludovico Contessi che scriveva:

“Vidi per me sistema nuovo di fabbricare edifizi senza mattoni ma a stampo sopra i fondamenti della medesima pasta. Cioè calce e ghiaia entro cassoni di tavole che levano dopo fatto presa, addivenuto cosi un macigno. E’ proprio vero che più si sta al mondo e più se ne imparano. Vidi piazzare la grande caldaia lunga 11 metri prima di chiuderla con i muri. Col finire di settembre fu compiuta la copertura dei tetti”.

La sua vita fu molto breve. Tra il 1918 e il 1919 la fabbrica, stupendo esempio di architettura industriale, viene stoltamente, in parte demolita per recuperare il materiale e rivenderlo. Si salva unicamente la ciminiera e l’impianto Natan che verrà come detto sopra, trasferito da Wuhrer nel suo stabilimento di Brescia.

Nel 1939 viene acquistata la birreria Paszkowski. Questa birreria nasce a Firenze il 12 febbraio 1903 con la denominazione C.Paszkowski e C. che, con atto del 15 maggio 1905, cambia denominazione in S.A.Birra Toscana Paszkowski.

Carta intestata Birra Roma, 1925

Il capitale iniziale era di 500.000lire che verrà portato nel 1920, a 5,9 milioni in concomitanza con l’assorbimento della Società Birra Roma. Paszkowski rimane a capo dell’azienda fino al 1933 quando subentra un Gruppo con a capo Alfonso Burgisser presidente della Banca Toscana. La nuova direzione, per far fronte ai debiti, è costretta nell’ottobre del 1934 a ridurre il capitale e ad emettere azioni privilegiate sottoscritte per intero dalle genovese Società Anonima Cervisia.

L’opera di risanamento però non porta i frutti sperati nonostante si ricorra ad un prestito bancario. Nel 1935 è giocoforza cedere le fabbriche di Firenze e Roma alla Whurer. La Paszkowski era specializzata anche nella produzione di acque gassate ciò diede modo alla Whurer di introdursi in questo settore e consentire la scelta della Coca Cola di affidare alla Whurer, nello stabilimento di Firenze, la preparazione della propria bibita su concessione.

Il 1923 è l’anno della massima espansione con una produzione di circa 41.000 HL a Firenze e 31.000 a Roma. Le vendite coprivano le regioni Toscana, Lazio e Abruzzo. Fu una delle prime fabbriche italiane a dotarsi di malteria.

Nel 1942 la fabbrica Wuhrer della Bornata a Brescia si estende su 25.000 metri quadrati. Il totale dei dipendenti, compresi quelli di Firenze ( ex Birra Paszkowski ) e Roma ( ex Birra Roma , è costituito da 500 operai e 30 impiegati. Nel 1943 viene pesantemente bombardata la fabbrica romana, successivamente poi ricostruita.

Nel 1944 la fabbrica di Brescia viene requisita dai militari tedeschi che ne assumono la gestione assorbendo pressoché tutta la produzione peraltro molto ridotta: 5196 HL nel 1943-1944 e solo 3963 l’anno successivo.

La rinascita dopo la parentesi bellica è però immediata: 18.556 Hl nel 1945-46, 27.665 l’anno successivo per giungere ai 79.933 Hl nel 1950-51.

Fabbrica Paszkoski, il piazzale, anni '20

Il 1949 vede la nascita di una birra speciale che, per la sua trasparenza viene chiamata “ Crystall”. Questa birra di 14 gradi saccarometrici viene ottenuta con raffinati accorgimenti tecnici dal Braumeister Guglielmo Peretti un argentino formatosi in Germania. La bontà di questa birra è testimoniata dal fatto che è ancora prodotta ai giorni nostri!. E’ poi la volta di una birra scurissima denominata St. Peter’s Beer. Nel 1953 la birreria festeggia i suoi primi 125 anni producendo il 12% della produzione totale delle birrerie italiane nel frattempo ridotte a 30. Nel 1958 viene rilevata la Birra Ronzani di Casalecchio di Reno (BO).

La Birra Ronzani nasce a Bologna al opera di Camillo Ronzani nel 1855. Nel 1888 si trasferisce a Casalecchio di Reno. Nel 1902 a seguito del decesso di Camillo, subentra il figlio Alessandro. Il data 28/09/1926 succede Guglielmo figlio di Alessandro. Il 27/07/1929 la fabbrica confluisce nella società anonima Birra Bologna che, nel 1925, aveva assorbito la Fabbrica Birra Bologna. La birreria viene distrutta da bombardamenti aerei durante la seconda guerra mondiale e completamente ricostruita. Nel 1962, la società bolognese assume la denominazione di Birra Wuhrer Bologna SpA e nel 1970 viene incorporata nella Birra Wuhrer S.p.A. Contrariamente alla prassi abituale, di rilevare vecchie fabbriche per toglierle dal mercato, la fabbrica di Casalecchio viene mantenuta attiva.

Nel 1963 viene assorbita la Birra L.E.O.N.E. ( Lavorazione estratti orzi nazionali ed esteri ) di San Cipriano Po nel Pavese. Questa birreria è nata per iniziativa di una famiglia di commercianti di vino incontra subito grandi difficoltà da qui la proposta per la cessione alla famiglia Wuhrer. Nel 1965 chiude, complice un alluvione, la fabbrica di Firenze. Nel 1969, per soddisfare la sempre maggior richiesta di birra delle regioni meridionali del paese, viene inaugurata la nuova fabbrica di Battipaglia. Le varie fabbriche del Gruppo producevano la birra Wuhrer normale mentre le birre speciali ( Crystall, St. Peter’s e la doppio malto ) venivano prodotte solamente dallo stabilimento di Brescia. Un tentativo di produrre la Crystall nello stabilimento bolognese fallisce per la quantità non idonea dell’acqua a conferma della delicatezza di questo componente nella produzione della birra. Il 12 novembre 1967 viene a mancare Pietro Wuhrer, uno dei più grandi protagonisti dell’industria birraria in italia.

Nel 1970 la società per azioni Birra Wuhrer include le fabbriche di Brescia, San Cipriano Po, Roma e Casalecchio di Reno ( quest’ultima verrà poi chiusa nel 1975 in quanto ritenuta obsoleta ) mentre nella fabbrica di Battipaglia viene assegnato il nome di Birra Wuhrer Sud. Nel 1972 la fabbrica bresciana incontra gravi difficoltà economiche tanto da indurre i fratelli Wuhrer ( Francesco, Walter e Cesare ), succeduti al padre Pietro, a cercare nuovi capitali. Viene individuato un giovane imprenditore birrario Giovanni Santambrogio proprietario della fabbrica di birra Sempione ( nata nel 1906 ) e Italia ( nata nel 1922 e chiusa nel 1972 ).  L’accordo richiede però anche l’intervento di alcuni industriali: Luigi Lucchini, Mario Dora, Antonio Spada. Nel 1974 viene firmato l’accordo e la Birra Wuhrer, dopo 145 anni, cessa di essere proprietà esclusiva della famiglia fondatrice.

Nel 1979 la società si trova nuovamente in difficoltà, viene perciò offerta una partecipazione alla società alimentare francese BSN Gervais Danone che acquisisce il 29% dell’azienda attraverso la sua controllata Brasseries Kronenburg produttrice dell’omonima birra.

Nell’aprile 1982 Lucchini, Dora e Spada cedono la loro partecipazione alla BSN che assume in tal modo il controllo dell’azienda con il 78% delle azioni. Nel 1988, a seguito di un offerta pubblica di acquisto, la società francese si aggiudica l’intero pacchetto azionario. Nel frattempo fra la Bsn e la Peroni ( in quel tempo la maggior industria birraria in Italia ) erano nati stretti contatti. Grazie a questi la Peroni nel 1989 si aggiudica la maggioranza della Sogepa ( che aveva inglobato la società Wuhrer ) e, a dimostrazione che alle grosse aziende interessava semmai il marchio ma non la fabbrica annessa, chiude tutti gli stabilimenti ex Wuhrer a cominciare da quello storico della Bornata. Il marchio Wuhrer, a conferma della bontà del nome, continua ad essere presente sui banchi di vendita.

 

Tratto da ANTICHE BIRRERIE ITALIANE di MICHELE AIROLDI

www.collezionandobirra.com  – micairo@tin.it

Pubblicato su gentile concessione dell’autore che ringrazio ufficialmente

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