Quando si parla della nascita delle birre luppolate d’oltreoceano, è impossibile non imbattersi in uno dei pilastri della cosiddetta scuola dei “4 C”: il Chinook. Rilasciato nel 1985 dal programma di selezione del Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (USDA) nello Stato di Washington, questo luppolo nasce dall’incrocio tra la varietà madre Petham Golding e un maschio ad alto contenuto di alfa acidi (USDA 63012M). Prende il nome dal caldo vento che soffia sul Pacific Northwest e dalla tribù di nativi americani che popolava quelle medesime terre.
Se nato originariamente come varietà da amaro per via della sua abbondante resa, il Chinook si è rapidamente affermato come luppolo a duplice scopo (dual-purpose), diventando il marchio di fabbrica di uno stile espressivo ruvido, dritto e senza compromessi.
Il profilo organolettico del Chinook è una vera e propria firma olfattiva. Al naso si impone con intense note balsamiche di pino verde, resina e aghi di ginepro, bilanciate da una componente agrumata tagliente dominata dalla scorza di pompelmo rosa. In sottofondo emergono leggere sfumature speziate ed erbacee, che regalano profondità al bouquet senza mai virare sul dolce. In bocca trasferisce un amaro deciso, solido e ben strutturato, capace di donare una secchezza pulita e una persistenza resinosa inconfondibile.
Dal punto di vista chimico, il Chinook esprime valori di alfa acidi tra il 12% e il 14% e un range di beta acidi tra il 3% e il 4%, con un co-humulone contenuto tra il 29% e il 35%. La sua frazione aromatica è caratterizzata da un’alta concentrazione di oli totali (1,5 – 2,5 ml / 100g), in cui spicca il mircene (35% – 42%), responsabile della sferzata agrumata e balsamica, affiancato da un umulene ben bilanciato (18% – 25%) e dal cariofillene (9% – 11%), che apporta il tipico tocco speziato e legnoso.
In sala cotte e in cantina, il Chinook trova la sua naturale collocazione nelle West Coast IPA e Double IPA, dove garantisce la classica dorsale resinosa; nelle American Pale Ale (APA), dove viene spesso affiancato a Cascade o Centennial per creare un ponte tra agrumi e pino; ma si comporta in modo eccellente anche nei contesti scuri come American Stout e Porter, dove la sua balsamicità dialoga magnificamente con i malti tostati, il cacao e il caffè.
