Lo scorso 13 ottobre, in occasione della fiera Eurhop, Unionbirrai – associazione di categoria dei birrai artigianali – ha lanciato il marchio “Artigianale indipendente una garanzia Unionbirrai”: una sorta di “bollino di qualità” che l’associazione concede, per l’utilizzo in etichetta, a quei birrifici che rispettano i requisiti previsti dalla legge per poter vendere la propria birra come artigianale – essere cioè indipendenti dal punto di vista societario, non filtrare né pastorizzare la birra, e non produrne più di 200.000 hl annui. Un’iniziativa volta, come facilmente intuibile, a tutelare il consumatore a fronte di utilizzi ingannevoli della definizione “birra artigianale” da parte di birrifici che artigianali non sono.

Anche B2O, nel vestire a nuovo le sue bottiglie con l’etichetta che farà il suo debutto a breve, ha voluto dare un segnale forte ai consumatori: “Esibire questo marchio – spiega il birraio, Gialuca Feruglio – non significa dare una semplice certificazione di pretesa bontà alla nostra birra; quanto piuttosto comunicare che crediamo in un certo modo di lavorare, prendendoci cura in prima persona dell’intera filiera, per arrivare ad un prodotto finito che sia opera delle nostre mani e della nostra creatività”. Nelle nuove etichette comparirà quindi questa “garanzia Unionbirrai”: una vera birra artigianale “con il marchio”.