Degustare oggi una bottiglia di LoverBeer, dopo la chiusura del birrificio, non significa soltanto compiere un esercizio di analisi sensoriale, ma rendere omaggio a uno dei progetti più visionari e influenti del panorama brassicolo italiano. La Marché L’Re 2018 rappresenta probabilmente uno dei vertici più estremi e raffinati della sperimentazione di Valter Loverier: una birra che rifiuta qualsiasi compromesso e costruisce la propria identità attraverso una stratificazione aromatica profonda, quasi provocatoria.
Più che aderire rigidamente a uno stile codificato, Marché L’Re sviluppa la propria personalità su una base scura e strutturata, affine a una Imperial Stout maturata in legno. Il cuore del progetto risiede nell’affinamento: dodici mesi in botte di rovere, durante i quali la birra acquisisce profondità tannica, ossidazioni nobili e quella sottile componente acidula e selvatica che caratterizza molte produzioni firmate LoverBeer.
Terminata la lunga maturazione, interviene la fase più distintiva: l’infusione a freddo di una miscela selezionata di caffè Marché, zafferano, genziana, china calissaia e rabarbaro. Questa tecnica post-affinamento permette agli ingredienti di mantenere precisione aromatica e riconoscibilità, evitando che la fermentazione ne disperda le componenti più delicate.
Alla vista si presenta con un colore ebano impenetrabile e una schiuma sottile, destinata a svanire rapidamente, lasciando spazio a un bouquet olfattivo di grande intensità.
L’impatto è spiazzante. Emergono immediatamente note profonde e terrose che richiamano la china, la radice di genziana e leggere sfumature balsamiche. Sorprende una vena sapida quasi umami, con richiami alla soia, che si intrecciano ai sentori di caffè tostato, cacao amaro e cioccolato fondente. L’influenza della botte è evidente: non solo legno, ma anche una delicata impronta acidula e selvatica, firma stilistica riconoscibile di LoverBeer.
L’ingresso è deciso e materico. La speziatura dello zafferano emerge con eleganza, bilanciando l’amaro medicinale della genziana e la profondità amaricante della china. Il caffè ritorna nel finale con funzione strutturale, sostenendo la trama tannica derivante dall’affinamento in legno.
La progressione gustativa alterna tensione e rotondità: da un lato l’acidità e le componenti amaricanti, dall’altro la morbidezza del malto scuro e il calore alcolico che contribuiscono a mantenere equilibrio e bevibilità.
La versione 2018 è una birra impegnativa. Acidità, tannino e tostatura si muovono su livelli elevati, talvolta prossimi alla saturazione sensoriale. Eppure, la Marché L’Re non risulta mai gratuita nella sua esuberanza. Il suo equilibrio non nasce dall’armonia classica, ma dalla tensione costante tra elementi opposti: il legno e la componente liquorosa, l’amaro e la speziatura, il caffè e la vena acidula. È una birra che invita al sorso successivo non per immediatezza, ma per il desiderio di decifrarne ogni sfumatura.
Siamo di fronte a un esempio magistrale della creatività di Valter Loverier. Marché L’Re non è una birra per tutti, né per tutte le occasioni. È un prodotto di ricerca, pensato per chi ama esplorare i territori di confine tra birra, enologia e liquoristica. La sua forza risiede nella capacità di trasformare ingredienti potenzialmente invasivi in una dissonanza armonica. Anche quando la sua esuberanza supera i canoni classici della bevuta, rimane una testimonianza fondamentale di quanto la birra artigianale possa spingersi oltre i propri limiti senza perdere identità.
