Toscana: Unionbirrai rilancia sulla filiera corta per definire l’identità brassicola regionale

I relatori del convegno. Da sinistra: Silvio Menghini - OBIART-UNIFI; Gian Franco Regnicoli - Malteria Artigianale Italiana; Marco Mancini - DAGRI-UNIFI; Luchino Grappi - Az. Agr. Grappi Luchino; Claudio D'Agnolo - Unionbirrai Toscana; Andrea Triossi - Agri4

Costruire una filiera organica, tracciabile e integrata che vada “dal campo al bicchiere”, superando la semplice logica del km zero di facciata per puntare su un’identità produttiva solida. È questo il messaggio centrale lanciato da Claudio D’Agnolo, referente regionale di Unionbirrai, in occasione del convegno “Dall’orzo al malto nelle produzioni locali” tenutosi presso il DAGRI dell’Università degli Studi di Firenze per la presentazione del progetto COrBi (Coltivazione dell’Orzo Biologico da Birra).

Dalla materia prima alla birra: la progettazione “a ritroso”

Per Unionbirrai, sostituire un malto generico con uno ottenuto da orzo locale non basta a garantire la qualità. La sfida risiede nella continuità agronomica e tecnologica, creando un dialogo costante tra agricoltori, università, maltatori e mastro birrai.

L’approccio proposto è quello di una progettazione a ritroso: definire prima l’impronta organolettica e lo stile della birra desiderata, per poi determinare il profilo di maltazione necessario e, di conseguenza, le varietà di orzo e le tecniche di coltivazione più idonee sul territorio toscano.

«La domanda non deve essere soltanto quanto orzo toscano possiamo produrre, ma quale materia prima serve ai birrifici per realizzare la birra che vogliono produrre. È su questo dialogo tra domanda e produzione agricola che può nascere una filiera realmente competitiva» — Claudio D’Agnolo, referente Unionbirrai Toscana.

Una “dispensa” di ingredienti oltre i cereali

Il progetto non si limita all’orzo. La Toscana offre un patrimonio agricolo variegato che può caratterizzare fortemente le produzioni locali:

  • Cereali e grani: frumento, farro, segale e varietà di grani antichi.
  • Caratterizzazioni territoriali: castagne, miele di macchia, frutta locale, erbe spontanee e botaniche.
  • Luppolicoltura: sviluppo di coltivazioni locali dedicate.

L’obiettivo è creare birre capaci di esprimere un vero legame con la regione, offrendo al consumatore tracciabilità, qualità sensoriale ed equilibrio di prezzo.

Quadro normativo e incentivi 2026

Questo percorso trova riscontro negli strumenti legislativi regionali:

  • Legge Regionale 34/2025: testo alla cui stesura ha collaborato Unionbirrai per sostenere la cooperazione tra agricoltura e birrifici, promuovendo ricerca, formazione e valorizzazione dei prodotti agricoli regionali.
  • Bando Regionale 2026: misura di sostegno che copre fino al 65% delle spese ammissibili, con premi di punteggio (fino a 5 punti extra) per i progetti a filiera integrata che completano l’intero ciclo — dalla spiga alla bottiglia — all’interno del territorio toscano.

Turismo brassicolo e sviluppo locale

La strutturazione della filiera punta a generare ricadute positive anche sul fronte dell’oleoturismo e turismo brassicolo. Attraverso percorsi degustativi, visite ai campi d’orzo, ai luppoli e ai laboratori di produzione, la birra artigianale toscana punta a integrarsi stabilmente nell’offerta enogastronomica della regione al fianco delle grandi eccellenze agroalimentari già consolidate.

Nota Editoriale: Articolo di rapida consultazione. L'informazione è divulgata in piena autonomia redazionale, senza condizionamenti esterni o finalità commerciali.

Indagine – veneto nel bicchiere –

Avatar photo
Informazioni su Redazione Nonsolobirra 1578 Articoli
Nonsolobirra.net è il punto di riferimento online dal 2008 per tutti gli appassionati di birra artigianale e non solo. Scopri recensioni, consigli, eventi e curiosità sul mondo brassicolo. Un viaggio tra sapori, tradizioni e innovazioni per chi ama gustare il meglio, con passione e competenza.