Il progetto SOTHIS rappresenta molto più di una produzione di bevande; è la realizzazione concreta di un ideale coltivato da Alessandro e Vania. Questo sodalizio, nato dalla volontà di voltare pagina, ha dato vita a un’officina del gusto dove la meticolosità scientifica si fonde con un istinto primordiale. Il risultato è una realtà che celebra le radici di Morrovalle pur guardando a orizzonti lontani e mitologici.
Nelle battute che seguono, i protagonisti ci svelano il dietro le quinte della loro attività, spiegando come riescano a plasmare ogni singola creazione partendo dall’analisi degli elementi naturali e perché abbiano deciso di distinguersi nel mercato mantenendo una coerenza stilistica che non accetta compromessi.
Nel birrificio SOTHIS, l’equilibrio è la chiave di tutto:
- Vania rappresenta l’anima amministrativa e la parte più prudente, una guida fondamentale nella gestione e negli eventi.
- Alessandro è il motore della produzione e dell’area commerciale, muovendosi con un approccio istintivo e tecnico. Insieme, operano come Yin e Yang, fondendo rigore e creatività in ogni cotta, con la costante sfida di non portare il lavoro tra le mura di casa.
Il nome SOTHIS evoca Sirio e l’antico Egitto, richiamando il legame ancestrale tra i cereali e la civiltà. Ogni ricetta parte dallo studio approfondito della tradizione e del contesto storico, ma si evolve attraverso la sperimentazione. Il risultato è un catalogo che è un vero “manifesto” di crescita:
- Ptah (English Pale Ale): Il punto di partenza, l’omaggio alla tradizione anglosassone.
- Hubble (Berliner Weisse): Nata durante la pandemia, simbolo di resilienza e maturità tecnica nel mondo delle birre acide.
- Missione su Marzen: Il traguardo delle basse fermentazioni, frutto di un timore reverenziale trasformato in eccellenza.
Il cuore pulsante di SOTHIS è un impianto Lainox da 5 hl a tre tini. Alessandro e Vania hanno puntato su una configurazione a vapore che permette di ottenere mosti puliti e un’estrazione ottimale, garantendo costanza qualitativa in ogni lotto.
Consapevoli che l’acqua è l’ingrediente principale, i titolari di SOTHIS hanno investito in un impianto ad osmosi inversa. Questo permette di “cucire su misura” il profilo minerale dell’acqua marchigiana (naturalmente dura) per ogni stile:
- Riduzione dei consumi energetici e delle incrostazioni.
- Capacità di spaziare da acque oligominerali a profili ricchi di sali per le Stout.
A differenza dell’isobarico, SOTHIS predilige la rifermentazione in bottiglia. Nonostante la complessità e i tempi lunghi, questa tecnica dona alle birre una maggiore rotondità aromatica e una protezione naturale dall’ossidazione, grazie al lavoro dei lieviti che consumano l’ossigeno residuo.
La Tap Room di Morrovalle non è un semplice locale, ma un punto d’incontro dove la birra viene “raccontata”. Per Alessandro e Vania, l’accoglienza significa creare un’esperienza sensoriale che trasformi il consumatore in un amico, attraverso visite all’impianto e abbinamenti con i prodotti tipici marchigiani.
Il futuro di SOTHIS? L’identità del birrificio rimane salda: non inseguire le mode, ma rappresentare chi produce. Dopo il successo della Nessie (un esperimento minuzioso per ricreare il profilo di un whisky scozzese), SOTHIS guarda avanti con l’obiettivo di integrare sempre più materie prime locali, come luppoli e malti marchigiani, per continuare a splendere nel firmamento della birra artigianale indipendente.
Ringraziamo Alessandro e Vania per averci aperto le porte del loro mondo e per la generosità con cui hanno condiviso la loro visione. La storia di SOTHIS ci insegna che, quando la competenza tecnica incontra il coraggio personale, la birra smette di essere solo un prodotto per diventare un veicolo di cultura e identità. Grazie per averci mostrato come la coerenza e il legame con le proprie radici possano ancora fare la differenza nel panorama artigianale italiano.


