Il comparto della birra artigianale italiana è alla vigilia di una svolta burocratica e promozionale. Attraverso una serie di emendamenti al DDL “Coltiva Italia”, il settore punta a ottenere lo stesso riconoscimento legislativo dell’enoturismo, introducendo ufficialmente il concetto di turismo brassicolo.
I punti chiave della riforma
- Istituzione del turismo brassicolo: Seguendo il modello del vino, vengono definite le attività di degustazione, didattica e commercializzazione nei luoghi di produzione. Nascono legalmente le “Strade della Birra”, equiparate a quelle del vino per la promozione territoriale.
- Semplificazione fiscale (Accise): Procedure più snelle per la circolazione della birra ad accisa assolta e riduzione del carico burocratico per i microbirrifici nelle fasi di accertamento e contabilizzazione.
- Integrazione funzionale: Possibilità per i birrifici di effettuare vendita e somministrazione nei locali di produzione senza dover cambiare la destinazione d’uso, facilitando l’accoglienza turistica.
- Rifinanziamento del fondo filiere: La filiera brassicola viene inserita esplicitamente tra quelle strategiche meritevoli di sostegno economico per il rilancio e la tutela.
Il commento di Unionbirrai
Vittorio Ferraris, Direttore Generale di Unionbirrai, ha accolto con estremo favore queste misure, sottolineando come i birrifici artigianali siano ormai dei veri e propri presidi culturali. Nel 2026, anno del trentennale della birra artigianale italiana, questi strumenti normativi rappresentano il consolidamento necessario per un settore che lega indissolubilmente qualità del prodotto e valorizzazione del territorio.
