BrewDog passa a Tilray: La resa dei conti per il gigante (ex) “Punk”

Il tramonto definitivo dei 'Punk': tra debiti milionari e il fallimento del sogno Equity Punks, BrewDog diventa un asset della cannabis USA.

Oggi la rete e le principali testate di settore hanno annunciato l’acquisizione dello scozzese BrewDog da parte di Tilray. Siamo alla resa dei conti? O sarà solo un caso isolato?

Questa è la domanda che rimbalza tra gli addetti ai lavori e gli appassionati dopo l’ufficialità dell’accordo: il gruppo statunitense Tilray Brands ha acquisito il cuore dell’impero BrewDog per la cifra di 33 milioni di sterline. Una somma che, per chi conosce la storia del brand, sa di beffa e segna la fine di un’epoca.

L’operazione sancisce il passaggio di proprietà del brand globale, della proprietà intellettuale e delle attività produttive nel Regno Unito. Nello specifico, Tilray mette le mani su un portafoglio strategico di 11 brewpub tra Regno Unito e Irlanda, inclusi punti vendita iconici come:

  • Londra: Waterloo, Tower Hill, Paddington, Canary Wharf e Seven Dials.
  • Scozia: Dogtap Ellon (il quartier generale), Edinburgh DogHouse e Lothian Road.
  • Altre sedi: Manchester, Birmingham e Dublino.

Le attività in USA e Australia restano fuori da questa firma immediata, ma saranno oggetto di un accordo separato che le parti contano di chiudere entro 30 giorni.

Il dato che lascia sbalorditi è la valutazione. Solo pochi anni fa, BrewDog veniva valutato circa 2 miliardi di sterline. Oggi, viene ceduto per una frazione infinitesimale di quel valore.

  • Perdite croniche: Nonostante i tentativi di risanamento, nel 2024 l’azienda ha registrato perdite per oltre 34 milioni di sterline.
  • Il fallimento del crowdfunding: La notizia più amara riguarda i piccoli azionisti, gli “Equity Punks”, che hanno finanziato l’ascesa del marchio. La società che gestisce l’acquisizione ha confermato che nessuno di loro riavrà il capitale investito.
  • L’ultimo bluff: A poco è servito l’ultimo colpo di scena di James Watt, che si era dichiarato pronto a investire 10 milioni di sterline per riprendersi la creatura: un’iniziativa rimasta senza seguito.

Tilray non è nuova a queste manovre. Nata nel settore della cannabis (che oggi vale il 30% del fatturato), si sta trasformando in un gigante del beverage. Dopo aver rilevato marchi storici da AB InBev e aver stretto accordi con Molson Coors e Carlsberg, con BrewDog punta a una piattaforma globale da 500 milioni di dollari di ricavi annui. L’obiettivo è chiaro: integrare le strutture per riportare BrewDog a un flusso di cassa positivo entro il 2027.

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